Quando, da una baruffa mediatica, nacque un sogno di nome Champions League

La Champions League, anche conosciuta come Coppa dei Campioni, è una competizione interclub tra le maggiori squadre e club calcistici d’Europa. La storia di questa competizione ha dell’incredibile e deve il tutto ad una, si potrebbe dire, “guerra mediatica”. Una questione d’onore territoriale che, ormai, stava invadendo ogni ambito della vita pubblica. Gli anni ‘50, infatti, erano tempi duri per l’Europa. I nazionalismi sorgevano da ogni dove e minacciavano la già precaria stabilità dei due blocchi sovietico ed americano. Si doveva cercare un metodo alternativo per risolvere la questione.

Qui di seguto si presenterà la vincente storia della Champions League e come, da quel sentimento di sprezzante superiorità agonistica, sia nato qualcosa di meraviglioso e stimato in ogni parte del mondo.

Meglio gli inglesi o i francesi?

Come già detto, il tutto nacque da una diatriba giornalistica. Ma chi furono gli artefici di questo caos? La stampa inglese del 1954 elogiava i “Lupi” del Wolverhampton denominati, per l’appunto, “Wolves”. L’Inghilterra ha sempre avuto, si potrebbe affermare, la “presunzione” di essere stata la culla del calcio. Non a caso la nazionale inglese si è sempre autodefinita la squadra dei “Maestri” del soccer. Tuttavia, il dopoguerra non è un periodo particolarmente fiorente per la nazionale biancoscudata.

Alla prima apparizione mondiale in Brasile del 1950, l’Inghilterra batte di misura il Cile per poi soccombere contro la neonata nazionale americana e ricevere il colpo di grazia della Spagna franchista. Nel 1954 ne succedono di tutti i colori. L’Inghilterra viene battuta ai quarti di finale dall’Uruguay e, dopo poco tempo, subisce la sua peggior sconfitta nella Storia per opera dell’Ungheria per ben 7 a 1. Ma si ritorni al Wolverhampton. In quegli anni, la squadra inglese stava dimostrando il proprio valore. Ciò bastò alla stampa sportiva per dare di nuovo smacco al calcio d’Oltre Manica.

Dapprima, infatti, il Wolverhampton sconfisse lo Spartak Mosca con un risultato straordinario di 4 a 1, in seguito superò l’Honved per 3 a 2 in rimonta da un primo tempo disastroso. La stampa francese, però, che continuava ad osservare la situazione britannica dal continente, non ne poté più di questa superbia. E’ per questo motivo che i dirigenti calcistici francesi decisero di sfidare i “Maestri” inglesi in una competizione paneuropea.

Nasce la Champions League

Dopo un lungo tira e molla con la UEFA, il 4 settembre 1955 iniziò la prima storica edizione della Champions League. Un fatto particolare? Le squadre inglesi non vi parteciparono, tranne la scozzese Hibernian, per un battibecco con la UEFA. Le squadre partecipanti erano 16, non vi erano fasi a gironi e si sceglievano solo i club vincitori dei rispettivi campionati nazionali. Insomma, la formula era molto diversa da quella odierna ma lo spettacolo era assolutamente garantito.

A farla da padrone fu una squadra che lo stesso fondatore della competizione ed “istigatore” giornalista francese, Gabriel Hanot, aveva dato per favorita: il Real Madrid. La squadra spagnola superò, tra andata e ritorno, gli svizzeri del Servette per 7 a 0, rischiando con il Partizan jugoslavo per 4 a 3. Combattuto anche il match con l’altra favorita, il Milan, che vide il Real spuntarla per un totale di 5 a 4 contro i rossoneri. Finale al cardiopalma, invece, quello che vide il Real Madrid giocare contro una squadra, guarda caso, francese: il Reims. Alla fine, saranno i Blancos a vincere per 3 a 2.

Chissà come sarebbe andata quella competizione se avesse preso parte anche il Chelsea, vincitore del campionato di calcio inglese 1955.