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Ludopatia: nuove regole sul gioco d'azzardo. La stretta della Toscana

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Promossa in Regione una nuova legge contro la ludopatia: prosegue e così la lotta contro la dipendenza dai giochi con vincite di denato. Diventano off-limits anche scuole dell'infanzia, bancomat, gioiellerie e compro oro: le sale da gioco dovranno tenersi ad una distanza minima di almeno 500m da questi luoghi. Viene rafforzata, inoltre, l'importanza della prevenzione, attraverso una nuova campagna di informazione nelle scuole, e si pone l'attenzione sulla necessità di un maggior coinvolgimento dei sindaci nel contrastare il gioco d'azzardo.

Con il termine "ludopatia" si intende l’incapacità di un individuo di contrastare l’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse, anche sui siti di casinò online, nonostante questo sia cosciente delle spiacevoli conseguenze a cui va incontro. Spesso, infatti, non si tratta solo del rischio di perdere il controllo dei propri mezzi economici, ma anche di mettere da parte i propri affetti e tutte le normali attività quotidiane, come lo studio e il lavoro. Proprio per questo motivo, molte regioni italiane si stanno pian piano mettendo in moto per prevenire questa vera e propria malattia, una tra tutte la Toscana. Con una serie di modifiche alla legislazione riguardante prevenzione e lotta alle ludopatie, infatti, la Regione va rafforzare ulteriormente l'azione di contrasto al gioco d'azzardo patologico.

Ludopatia: i numeri della Regione Nel 2013 la Toscana era stata tra le prime regioni ad aver approvato una legge specifica per contrastare la diffusione a macchia d'olio dei centri per il gioco d'azzardo. Prima delle modifiche alla legge, dunque, il consiglio regionale aveva fatto analizzare approfonditamente il fenomeno, ottenendo dati preoccupanti: il numero dei malati in cura nelle strutture toscane, infatti, tra il 2009 ed il 2015 è aumentato del 400%, da 300 a 1500. Proprio per questo motivo si è giunti alla necessità di porre maggiori restrizioni, modificando ad hoc la legge in modo da arginare questa pericolosa patologia, che colpisce quasi 2,5 milioni di individui in Italia.

Cosa cambia con le nuove regole Con questa nuova modifica della regione Toscana, volta a rafforzare la legge del 2013, si hanno molti cambiamenti nella gestione delle sale gioco. Per prima cosa, si allunga la lista dei luoghi sensibili: oltre a luoghi di culto, centri sportivi e ricreativi e strutture socio-sanitarie, si inseriscono anche banche e sportelli bancomat, rivendite di oggetti preziosi come compro oro e gioiellerie, e scuole dell'infanzia. Per poter aprire in Toscana un qualsiasi esercizio commerciale dotato di slot machine o altri giochi con vincita di denaro simili si dovrà mantenere una distanza minima di 500 metri da tutti questi luoghi. Un altro punto importante su cui insistono le nuove regole in Toscana in merito al gioco d'azzardo sono i corsi formazione rivolto non solo ai gestori di sale giochi e centri scommesse, ma anche a tutti i dipendenti che in essi lavorano. Oltre a questo, sono state incrementate le sanzioni amministrative pecuniarie previste per gestori e operatori di centri scommesse e sale giochi che non si attengano agli obblighi previsti. La quota da pagare sale ad una fascia tra i mille e i 5mila euro, e sarà inoltre accompagnata da una diffida comunale che obbliga a partecipare ai primi corsi formativi in programma.

La prevenzione inizia nelle scuole Grazie all'intesa tra Regione Toscana e Ufficio scolastico regionale è stato, inoltre, dato il via ad una specifica campagna di prevenzione alle ludopatie nelle scuole del territorio. Il progetto nasce per arginare la diffusione della dipendenza dal gioco d'azzardo a partire proprio dai giovani, coinvolgendoli in attività che siano in grado di aumentare la consapevolezza della gravità degli effetti di questa patologia. Prevenzione e informazione corretta sono i punti cardini di questa iniziativa della regione Toscana, in quanto la ludopatia è purtroppo un fenomeno in crescita anche tra i giovani. Se infatti gli anziani prediligono le sale giochi e le slot machine fisiche, il vero pericolo per i ragazzi di oggi sono i nuovi siti online di scommesse: proprio per questo motivo vanno educati ad un corretto uso di queste nuove tecnologie, a partire dai banchi di scuola.

Nuove restrizioni anche alla pubblicità Oggi la pubblicità è uno dei primi canali attraverso cui si entra in contatto con il mondo del gioco d'azzardo: spesso, infatti, è ingannevole e promette incredibili ed esorbitanti vincite di denaro, che poi effettivamente non si realizzano. Proprio per questo la Toscana ha dato una forte stretta alla ludopatia andando a restringere il campo d'azione delle campagne di advertising. Con l'entrata in vigore della nuova legge, infatti, vi sarà il divieto di svolgere ogni attività di propaganda relativa alle nuove aperture o anche solo all'esercizio di centri per il gioco d'azzardo. Molti dei controlli su eventuali trasgressioni in questo ambito sono stati delegati ai sindaci delle città della Toscana, che sono chiamati ad un maggior coinvolgimento nella lotta alla ludopatia. Chi non dovesse rispettare queste limitazioni, infatti, incorrerà sempre in una sanzione pecuniaria e nella diffida comunale all'obbligo di frequentare corsi di formazione.

La nuova legge: i protagonisti Queste modifiche, approvate dalla maggioranza del Consiglio regionale toscano, sono frutto di un lungo e faticoso impegno della commissione Sociale Sanità, sotto la guida di Stefano Scaramelli, rappresentante Pd, in collaborazione con Serena Spinelli, presidente dell'Osservatorio regionale sul fenomeno della dipendenza da gioco d'azzardo. Attraverso l'intesa tra le varie forze politiche e grazie al consenso di ben 28 consiglieri, con l'astensione solo dei rappresentanti della Lega Nord, la Toscana si pone ancora una volta all'avanguardia nella lotta alle ludopatie, con una legge mirata ed efficace. La proposta iniziale arriva, però, proprio dai Comuni e da Anci Toscana, tramite il proprio delegato Simona Neri, a causa della preoccupazione data dalla continua crescita del numero di disagi e situazioni di povertà legati a questa patologia.