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gennaio 2003
Sommario
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Corsivo Redazionale Sabato 23 novembre 2002 è stata nominata la nuova Giunta Esecutiva di Federnotai anche se il passaggio di consegne avverrà nel mese di gennaio. Sono stati chiamati a farne parte Valerio Auriemma (Emilia Romagna), Lorenzo Ferretto (Triveneto), Antonio Garau (Sardegna), Cesare Felice Giuliani (Lazio), Vincenzo Pappa Monteforte (Campania). Segretario e presidente, rispettivamente, sono stati designati i lombardi Paolo Setti ed Egidio Lorenzi che, per evitare di cumulare incarichi, escono dall’organico della redazione di FederNotizie. Ci pare corretto, in questa occasione, che il consueto corsivo redazionale ceda il posto al bilancio che Andrea Sacchetti traccia del suo triennio di presidenza ed al saluto del nuovo Presidente.
FEDERNOTAI TRA PASSATO E FUTURO Sono quasi trascorsi i tre anni che segnano la permanenza di una Giunta alla guida di Federnotai. Come di consueto, la redazione di FederNotizie chiede al Presidente uscente di tracciare un riepilogo dell'attività svolta, un piccolo percorso della memoria nel momento del passaggio del testimone a chi subentrerà. Così la mente ripercorre in direzione inversa il cammino fatto, cercando di dare ordine al groviglio di esperienze, emozioni, successi ed insuccessi che caratterizzano un percorso tanto difficile quanto significativo per chi ha avuto la ventura di farlo. Tre anni fa, delegato dall'Asnol, l'associazione del Lazio, mi recai ad una riunione indetta dal Presidente uscente, da cui scaturì, davvero del tutto inaspettatamente per me, l'indicazione del mio nome per la guida della nuova Giunta. Non avevo né l'esperienza né la malizia sufficienti a valutare l'impatto che questa carica avrebbe avuto sulla mia vita professionale ed extra professionale. Accettai così, con una buona dose di incoscienza , insieme agli altri membri della Giunta, di assumere un ruolo che molti, a quei tempi, mostravano in tutta franchezza di non desiderare affatto. La situazione, in effetti, non era delle più facili. La principale fonte di sostanziamento della Federazione, le royalties relative alla convenzione per l'assicurazione professionale, era di fatto venuta meno. Non mancavano però i problemi relativi alla gestione dei relativi sinistri. La rete che era stata predisposta a suo tempo dalle associazioni regionali per seguire i medesimi, non esisteva più. I rapporti con gli Organi Istituzionali del Notariato, erano, come è noto, assai difficili. Molti dei colleghi che avevano prestato la propria opera nelle strutture sindacali e che ne erano diventati punti di riferimento, in parte per l'assunzione di cariche istituzionali, in parte per disaffezione personale, mostravano evidenti segni di allontanamento. Al successo relativo alle campagne di comunicazione ed alle iniziative con le associazioni dei consumatori, non faceva riscontro una adeguata organizzazione interna; vi era una sostanziale incertezza anche relativamente al numero degli iscritti alle Associazioni Regionali. E nelle stesse riunioni dei delegati si era manifestata più di una perplessità, espressa dalla Presidenza e dalla Giunta uscente, sull'opportunità del mantenimento della stessa struttura sindacale, che, si diceva, doveva forse considerare esaurito il suo ruolo. In questa situazione, la prima preoccupazione della nuova Giunta fu quella di far fronte alla situazione economica. Vi erano da onorare contratti, anche notevolmente onerosi, con i collaboratori esterni, ma oggettiva incertezza sulle modalità e il numero delle quote associative da riscuotere. Questa incertezza aveva reso addirittura impossibile la presentazione da parte della Giunta uscente di un bilancio preventivo. Con l'apporto in particolare del collega Troisi, procedemmo pertanto a selezionare e vagliare l'opportunità di una convenzione con un gestore di Carta di Credito. L'accordo siglato con Diners ha rappresentato uno step fondamentale per la riorganizzazione amministrativa di Federnotai. A costo zero, grazie alle provvigioni sullo spending, per la Federazione e per gli iscritti, è stato individuato uno strumento prezioso per dotare la Federazione dei mezzi economici sufficienti ad operare. Ai vantaggi indiscutibili derivati ai colleghi che in questi anni hanno fatto uso della carta per le spese di studio, accumulando i relativi benefit, ha fatto riscontro la creazione di un mezzo moderno di riscossione della quota associativa in tempo reale. Il numero delle carte emesse oggi, oltre seicento, consente di affermare che i problemi di carattere finanziario sono definitivamente alle spalle e che la Federazione sarà anche per il futuro, contando sulle sole quote associative, al riparo da problemi di bilancio. É stata quindi impiantata, dopo numerose consultazioni con diversi professionisti, una corretta gestione contabile in grado di consentire la redazione di bilanci preventivi e consuntivi a norma di legge. Il quadro degli iscritti alle Associazioni Regionali, attualmente oltre 1600, è stato dunque sufficientemente definito. Sul piano politico, il primo anno di attività della Giunta è stato incentrato sulla necessità di recuperare i rapporti con gli Organi Istituzionali del Notariato, in precedenza minati più da incomprensioni personali che da ragioni sostanziali. Così, a cominciare dalla audizione congiunta dei rappresentanti di Federnotai, della Cassa e del CNN indetta presso il Senato della Repubblica dalla Commissione per il controllo delle Casse di Previdenza, si è lavorato per superare atteggiamenti di ostilità di fatto oggi non più sussistenti. L'attività della Giunta, ostacolata dalla cadenza solo mensile delle sue riunioni, è stata agevolata, principalmente per iniziativa di Vittorio Margarita e Monica Paggi, valendosi del mezzo delle audio conferenze, che hanno consentito una più frequente consultazione e maggiore agilità operativa. Il ridimensionamento di collaborazioni esterne non più adeguate alle esigenze di bilancio, è stato affrontato con difficoltà, ma senza dismettere le attività sino ad allora poste in essere. Dopo diversi incontri preparatori, l'intesa raggiunta con ANSCO, la cooperativa di servizi che da diversi decenni opera per la redazione di convenzioni in favore dei Notai, ha creato i presupposti perché la Giunta di Federnotai abbia potuto e possa, pur seguendo e suggerendo le iniziative più opportune, non essere coinvolta in via diretta nella gestione di servizi che, per quanto opportuni, finirebbero con l'assorbire energie non in linea con le sue strutture operative. Questa collaborazione ha consentito in primo luogo di affrontare con maggiore serenità l'impatto dovuto al disimpegno della Nikols, precedente Broker Assicurativo di Federnotai, nella gestione dei sinistri per responsabilità professionale verificatisi negli anni precedenti. Grazie all'apporto davvero prezioso del consulente assicurativo dell'ANSCO, i colleghi interessati hanno potuto avere l'assistenza di cui necessitavano senza risentire delle scelte dismissive operate dalla Giunta nel settore assicurativo, dovute alla assunzione da parte del Consiglio Nazionale, di questo particolare segmento di attività. Superate dunque una serie di emergenze, la Giunta ha potuto, nel secondo anno, dedicare maggiore attenzione ai temi, per così dire, più politici. In questo quadro ha seguito le iniziative che, principalmente in Lombardia e Campania, sono state poste in essere per sviluppare nella Categoria il dibattito sui temi dell'accesso e del territorio. Un dibattito culminato, in ambito sindacale, nella riunione tenutasi nel Settembre 2001 a Napoli, con la partecipazione di un numero davvero inaspettato di colleghi, con relazioni di alto profilo ed un confronto serrato di posizioni che ha consentito poi, nel Convegno organizzato a Roma dal Consiglio Nazionale, un approfondimento delle problematiche ed un dibattito tanto appassionato, quanto con pochi precedenti in sede istituzionale. Le iniziative sul fronte dei rapporti con le Associazioni dei consumatori, portate avanti tramite il lavoro della Associazione Lombarda, hanno portato alla redazione del "Mutuo Manifesto", presentato agli organi di stampa nel Gennaio 2002, con riscontri più che lusinghieri, nel segno della continuità con quanto operato dalle precedenti Giunte. Il consolidato risanamento finanziario della Federazione e l'apporto fornito alla Giunta da Gennaro Fiordiliso, hanno consentito quindi l'organizzazione dell'appuntamento congressuale tenutosi nel mese di luglio del medesimo anno. Non sta a noi enfatizzare lo sforzo organizzativo, la qualità dei relatori, il livello ed il numero delle partecipazioni, la rilevanza esterna assunta da questo Congresso, testimoniata dalla copertura delle principali testate televisive e dei mezzi di stampa. Certamente, si è trattato di un evento non solo formalmente importante per Federnotai e per il Notariato, ma anche di un momento di nuovo confronto (e penso tra l'altro agli interventi di Accademici di fama, del Presidente dell'ABI Sella, del Presidente del Tribunale di Roma Scotti, del Senatore Giuliano e dell’Onorevole Finocchiaro), da parte della nostra categoria con il mondo esterno; non, appunto, solo formale, ma costruttivo di un dialogo tanto importante quanto imprescindibile per il futuro. La nuova Giunta saprà, ne sono certo, approfondire il rapporto ed il confronto col mondo bancario, della Magistratura, dell'Industria e delle Istituzioni, che si è per l'appunto, con questo Congresso, iniziato ad intrattenere da parte di Federnotai. Ancora, sul piano politico, va riservata qualche considerazione su alcuni fenomeni del tutto nuovi in ambito notarile, manifestatisi in questi anni. Il primo, di una rilevanza non ancora a mio modo di vedere pienamente intesa da tutti, è il fenomeno di grande associazionismo verificatosi a Roma con la creazione dell'Asnodim. Riunire in una Associazione professionale oltre trecento colleghi per lo svolgimento delle operazioni di dismissione del patrimonio immobiliare degli Enti Previdenziali, è stata impresa non facile ma di grandissimo merito. Il Notariato ne ha tratto, in termini di considerazione da parte degli organismi preposti dal Governo ma anche in termini di superamento di posizioni tradizionalmente individualistiche (spesso alla base di molti illeciti deontologici), benefici ancora non del tutto manifesti. La sintonia e la costante attenzione con cui Federnotai ed il Consiglio Nazionale hanno favorito questa esperienza rappresenta un frutto politico di straordinaria importanza.
Certamente, peraltro, una delle novità più significative dell'ultimo triennio è rappresentata dalla emersione delle potenzialità intrinseche nello sviluppo del mezzo informatico. E questo, non tanto con riguardo alle innovazioni operative, quanto, dal punto di vista politico, al maggior coinvolgimento della categoria ed alle grandi possibilità di espressione derivate dall'uso della Lista Sigillo. Il crescente interesse della Categoria per le scelte operate dagli Organi Istituzionali (e Sindacali) la immediatezza dei problemi evidenziati, il fiorire di iniziative per così dire autogestite, sono segnali di un profondo mutamento di prospettive di cui si dovrà tener conto per innovare prassi ormai obsolete che da troppo tempo presiedono alla formazione delle Commissioni ed alla attribuzione degli incarichi in ambito notarile. Se è vero, da una parte, che l'approfondimento delle problematiche non è sempre facile per chi non è coinvolto nelle responsabilità operative, è anche vero che la domanda per colmare questo gap informativo è sempre più pressante e non potrà a lungo essere disconosciuta. Ci auguriamo pertanto che alla maggiore diffusione dei criteri di trasparenza che devono informare l'operato di chi detiene la responsabilità delle scelte, faccia riscontro una vigilanza della categoria tanto attenta quanto rispettosa e conscia della delicatezza del ruolo di chi detiene cariche istituzionali. Una realtà, questa, che un Sindacato moderno è tenuto a considerare attentamente; evitando di chiudersi in luoghi di decisione che possono risentire di particolari esigenze, magari territoriali, e conseguentemente lontani da interessi più diffusi della categoria; ma, anzi, aprendosi per poterli interpretare al meglio; dando voce alle istanze più ricorrenti e ponendosi quindi in posizione interlocutoria rispetto agli Organi Istituzionali. E rivedendo, se del caso, le sue stesse regole organizzative nel senso di un maggior coinvolgimento delle personalità e delle problematiche espresse attraverso il mezzo informatico, anche con l'obiettivo di realizzare, attraverso la discussione e l'approfondimento, una maggiore maturità della categoria, senza però perseguire, come è a volte accaduto in passato, logiche talvolta elitarie o, peggio, strumentali ai desiderata di pochi. In quest'ottica dovrà, prima o poi, certamente essere affrontato un problema che da questa Giunta è stato più volte posto all'attenzione degli Organi Istituzionali: la revisione organica della normativa del 1913, per troppi versi ormai, superata dai tempi. Le recenti affermazioni al riguardo, in conclusione del Congresso di Milano, da parte del Presidente del Consiglio Nazionale, in risposta alle istanze da noi manifestate, possono aprire un dibattito a tutto campo sulle linee evolutive della funzione, in cui Federnotai avrà un ruolo centrale se saprà interpretare, per l'appunto, le istanze della Categoria. La discussione in atto sulla riforma delle professioni rappresenta infatti un'occasione irripetibile per consolidare il ruolo assunto dal Notariato nella società. Una riforma in cui, nella Commissione Vietti, i rappresentanti dei sindacati dei professionisti, e dunque anche Federnotai, a mezzo del delegato CONSILP, stanno esercitando un ruolo di primo piano. Un ruolo confermato dalla considerazione, poggiata su solide basi giuridiche, che le competenze riconosciute in sede di riforma agli Ordini Professionali, di segno fortemente pubblicistico, rappresentano di per sé un ostacolo alla rappresentatività delle istanze delle categorie professionali; rappresentatività che sarà, pertanto, con tutta probabilità, definitivamente riconosciuta alle organizzazioni sindacali; con conseguente aggravio del ruolo e delle responsabilità, per quanto concerne la nostra Categoria, detenuti da Federnotai. Anche alla luce di queste considerazioni, con i colleghi della Giunta uscente, Angelo Colangeli, Mario Gialanella, Federico Tonelli, Gennaro Fiordiliso e Marina Varlese, auguriamo alla Giunta ed al Presidente eletto, cui non difetta certo esperienza ed equilibrio, di sapere interpretare al meglio il proprio ruolo negli anni che verranno, consci, da parte nostra, di avere fatto il possibile nel tentativo di ricoprirlo con la dovuta serietà, senso di responsabilità, e, soprattutto, affetto per la nostra categoria. Andrea Sacchetti
SALUTO DEL NUOVO PRESIDENTE Nel momento di assumere la presidenza di Federnotai per il prossimo triennio, mi è davvero impossibile non ripercorrerne idealmente la storia, che mi ha visto coinvolto in maniera molto rilevante. Nel 1976, infatti, io ed altri 4 colleghi fondammo l’Associazione Sindacale dei Notai della Lombardia per far fronte alla necessità tecnica di avere un organismo di tal fatta per la conclusione del primo contratto collettivo di lavoro dei dipendenti degli studi professionali. Dopo un anno e mezzo, nel corso del quale alcuni amici avevano creato analoghe associazioni in Liguria, in Emilia ed in Piemonte, si procedette alla fondazione della Federazione nazionale che chiamammo "Federnotai". Venne nominato il primo presidente, Cesare Rognoni, ed io di quel presidente fui per alcuni anni il segretario. Ero, allora, notaio da un anno e timidamente mi provavo a svolgere qualche attività anche all’esterno dello studio, nell’interesse della categoria. Da allora Federnotai mi è sempre rimasta nel cuore. Mi sono variamente dedicato in questi quasi 27 anni trascorsi: per tre anni mi è toccata la presidenza dell’associazione Lombardia; per tre altri anni ho fatto il segretario del Consiglio Notarile di Milano essendo stato eletto in tale organismo istituzionale proprio su indicazione dell’associazione sindacale locale; poi, come rappresentante di Federnotai, sono entrato nella commissione informatica del CNN, dove ho trascorso un periodo davvero "felice" per il lavoro motivante ed interessante e per il gruppo di colleghi estremamente compatto ed operante. Ed ultimamente mi dedicavo, in modo più rilassante, solo alla redazione del giornale FederNotizie. Tutto ciò perché coloro che provano a dedicarsi anche ad attività "pubblica" od "esterna" poi in realtà non riescono più a farne a meno. E non per il famoso "spirito di servizio" o per il famoso "sacrificio nell’interesse della categoria" che saranno sì una componente, ma una componente, secondo me, marginale ed indiretta, ma perché è piacevole, è "divertente", è motivo per esercitare la mente, per sentirsi al centro dei problemi ed avere la soddisfazione nel provare a risolverli. Casomai il problema è essere capaci di rinnovarsi, di sapersi fare da parte al termine di ogni periodo di carica, per liberare forze, entusiasmi ed iniziative nuove e per non incancrenire l’organismo e sé stessi. Se poi si vuole continuare a lavorare, ci sarà un altro settore che ne ha bisogno. Adesso mi è toccato questo altro incarico che ha le caratteristiche giuste perché dura tre anni senza possibilità di rielezione. E con la storia che mi sta alle spalle e che ho appena raccontato, è facile capire come sarei bugiardo se non riconoscessi che questa nomina mi inorgoglisce, mi commuove, mi motiva davvero molto. Spero di non deludere chi ha creduto nella mia storia e nelle mie intenzioni. Spero di saper trovare il giusto equilibrio fra l’esperienza (che certamente non mi manca) e la capacità di innovare e di rinnovarsi. Spero di sapere e potere fare almeno bene quanto i presidenti che mi hanno preceduto. Posso contare su una squadra che appare piena di buona volontà, disponibile all’impegno senza la pretesa di medaglie o gagliardetti, volonterosa di far bene. E posso contare sul lavoro egregiamente portato a termine dalla giunta presieduta da Andrea Sacchetti che, in un momento difficile per la Federazione, e ripartendo, in tanti settori, praticamente da zero, ha saputo riportare Federnotai ad un livello di visibilità, di operatività e di considerazione assolutamente di rilievo. E posso contare su tutti gli altri amici che nelle associazioni locali, nel giornale, in ogni occasione, sono certo che non faranno mancare il proprio entusiasmo e la propria disponibilità per la realizzazione delle idee in cui crediamo. E credo e spero, infine, di poter contare su ciascuno dei lettori di questo giornale che, per il solo fatto di riceverlo, dimostrano di rispettare e stimare il nostro lavoro Egidio Lorenzi
LINEE DI LAVORO PER LA NUOVA GIUNTA FEDERNOTAI Il direttore di FederNotizie mi aveva chiesto un intervento di saluto, ma anche una enunciazione di "programma". Io ritengo per la verità che il programma debba nascere dall’intera giunta esecutiva, che lo predisporrà concordemente nelle sue prime riunioni. Ed allora ho ritenuto più opportuno pubblicare anche qui di seguito il documento che avevo inoltrato a tutti i delegati al momento della presentazione della mia candidatura. Non è un programma, ma appunto, come l’avevo chiamato allora, IL PROGRAMMA CHE NON C’È Parlare di programma in una libera associazione come la nostra potrebbe apparire presuntuoso e forse anche inopportuno. Come è noto, infatti, e come non ci stancheremo di sottolineare per quei pochi che ancora fingono di non volerlo capire, la nostra è una associazione del tutto priva di un collante ideologico comune e pertanto non ha posizioni preconcette da difendere o programmi preconfezionati da "portare avanti". Il nostro programma pertanto potrebbe (un po’ semplicisticamente, ma anche realisticamente) riassumersi nel concetto "giovare al notariato" affrontando di volta in volta le singole problematiche che si presentano e cercando di risolverle al meglio. Tuttavia, ciò detto, non mancano alcune sensibilità comuni che finiscono per costituire appunto il collante ideale che ci identifica e non mancano alcune direttrici generali sulle quali immaginare se non un programma preciso, almeno delle tendenze o delle intenzioni. L’IDEOLOGIA CHE NON C’È Per cercare di capire che cosa abbia caratterizzato il sindacalismo notarile nei circa 25 anni della sua esistenza, occorre rifarne, sia pur brevissimamente, la storia: si trattava di stipulare il contratto nazionale di lavoro dei dipendenti degli studi professionali verso il quale spingevano le componenti politiche e sindacali; tutti gli altri professionisti avevano già, a fianco degli organi istituzionali, delle libere associazioni, spesso denominate "sindacato"; il notariato non l’aveva. A Milano, dove il problema era più sentito, si procedette quindi alla sua costituzione ed in breve tempo, con l’iniziativa di alcuni amici che crearono associazioni analoghe in alcune altre regioni d’Italia, si procedette alla costituzione della Federazione. La ragione era dunque puramente pratica. Ci si potrebbe chiedere come mai, partendo da questa ragione solamente tecnico - pratica, si ebbe così rapidamente un successo superiore ad ogni previsione con la nascita di associazioni regionali praticamente in tutta Italia ed un crescere di entusiasmo (e di polemiche, che sono poi comunque un indice di successo) intorno alla Federazione. Il fatto è che in quegli anni il notariato "ufficiale" ed "istituzionale" era quanto di più statico e conservatore si possa immaginare e c’era invece tutta una parte di notariato giovane (di età o di spirito) che sentiva la necessità di un modo nuovo di interpretare la professione ed il suo porsi con le altre professioni e con la società. Federnotai è andata a riempire questo vuoto e ad interpretare queste istanze e da ciò, sostanzialmente, è venuto il suo successo a differenza di iniziative analoghe sorte anni prima (per esempio Assonotai) fallite in breve tempo perché troppo in anticipo sui tempi. Partendo da queste premesse si spiegano le forti iniziali contrapposizioni con gli organi istituzionali sia a livello locale che a livello nazionale, in quanto, da un lato, c’era per la associazione un grande bisogno di "visibilità" e, dall’altro, erano presenti nelle istituzioni posizioni ideologiche (sempre s’intende nel campo della politica del notariato) davvero insopportabili per gli esponenti della nascente Federazione. Si spiega anche come questo atteggiamento, durato forse anche troppo a lungo, sia andato via via affievolendosi (anche se per la verità non è ancora scomparso del tutto): da un lato, molti uomini provenienti dall’esperienza sindacale sono andati ad occupare importanti posizioni istituzionali, e, dall’altro, hanno sempre più fatto strada le posizioni e le idee che nel sindacato erano nate e si erano sviluppate. Questo modo non tradizionale di interpretare la politica del notariato, nel senso di non appiattirsi su posizioni di esasperato tuziorismo, di rifiutare sempre il"quieta non movere", di porsi in rapporto diretto e dinamico con la società e quindi con i fruitori del servizio notarile, ha tuttora comunque una sua pienissima validità, può tuttora assurgere a programma di Federnotai ed essere tuttora quel collante che ci unisce e che non è ideologico o politico, ma è un "modo di essere" che ben si riassume nel titolo di una famosa rubrica di FederNotizie: "Notaio contro". Tutto ciò insieme ad una più generale rivisitazione del metodo di affrontare i problemi e condurre le discussioni: sempre aperto, trasparente, senza tatticismi o retro-pensieri, senza personalismi o secondi fini. IL "RUOLO" CHE NON C’È Un’espressione comune, usata soprattutto dai "nemici" di Federnotai, è sempre stata quella del "rispetto dei ruoli", dell’individuazione "del proprio ruolo", dell’ "operare nell’ambito dei rispettivi ruoli", che andava poi letta così: "gli organi istituzionali hanno la rappresentanza dei notai e ad essi soli spetta ogni presa di posizione, ogni decisione, ogni iniziativa; la Federazione sindacale pensi a stipulare il contratto collettivo di lavoro e magari a prendere qualche iniziativa isolata con i pubblici uffici, ma, s’intende, locale e mai politica". Questa posizione, ancora largamente presente in certa parte del notariato, deve essere respinta e combattuta: la nostra è una libera associazione di notai, rappresenta (e rappresenta davvero, vista la volontarietà dell’iscrizione e la quota associativa) i propri iscritti che sono (fra l’altro) circa il 50 - 60% dei notai italiani, e quindi rivendica il diritto di esprimere opinioni e di prendere iniziative su ogni tema che riguardi il notariato. Diverso è poi il discorso della opportunità di una azione comune all’esterno in certi temi di rilevante portata politica, ma di questo parleremo più avanti. LE LINEE OPERATIVE CHE DEVONO ESSERCI Negli ultimi anni si è spesso discusso se il Sindacato debba impegnarsi soprattutto per i servizi ai propri iscritti (ed in questo ambito se per servizi generici e generali o per servizi più direttamente collegati alla professione) oppure per la più generale politica del notariato. E’ probabilmente un discorso sterile ed astratto: è infatti evidente che deve rivolgersi a tutti e tre i settori e l’unico problema è quello dell’equilibrio fra di essi, nel tentativo di dare ad ognuno il giusto peso. Riteniamo infatti che ogni iniziativa di servizi generici sia apprezzabile purché abbia un peso non preponderante che rischierebbe di omogeneizzare la Federazione ad una "società di servizi" riducendone la autorevolezza e la credibilità. Quindi sono assolutamente da approvare e da incrementare iniziative quali quelle della Carta Diners o delle convenzioni per sconti su servizi di interesse notarile ed anzi da tentare iniziative nuove nel campo degli acquisti (pensiamo alle fotocopiatrici, ai computer, al materiale di cancelleria) dove realizzare convenzioni che riducano i costi. Tutto ciò anche attraverso la apprezzabile collaborazione con l’Ansco. Il tutto, comunque, come attività operativa e non certo principale o qualificante. Maggiore peso sarà da riservare ai servizi di più diretto interesse professionale. L’associazione Lombardia ha organizzato negli ultimi tempi interessanti incontri di aggiornamento su tematiche specifiche (sui bilanci, su aspetti fiscali di imposte dirette, etc.) oppure corsi (sull’uso dei computer, delle banche dati, delle novità societarie, etc.) che hanno ottenuto un successo rilevante. Sono iniziative da condividere, da organizzare possibilmente su base nazionale, nel senso di prepararne l’organizzazione da parte della Federazione per mettere "il pacchetto" a disposizione delle singole organizzazioni regionali. Ma il peso maggiore dell’attività della Giunta (oltre che alla riorganizzazione interna come si dirà in seguito) deve essere riservato alla politica del notariato, ad una presenza continua, non invasiva, ma puntuale e precisa, sulle tematiche che interessano la professione e la società. RAPPORTI CON GLI ORGANI ISTITUZIONALI E LA "SOCIETÀ" Come si diceva in un precedente capitolo, la fase di ricerca di visibilità e di scontro forte "ideologico" con le istituzioni deve ormai considerarsi conclusa. Questo non esclude affatto che su singole tematiche possano in futuro crearsi occasioni di attrito o di polemica, ma certo rende in linea di massima i rapporti con gli organi istituzionali più collaborativi. E questa, fatta salva sempre la totale libertà di opinione e di iniziativa, dovrà essere la linea della nuova Giunta. Già negli incontri tradizionali e di cortesia che indubbiamente avverranno, poco dopo la nomina, con il Consiglio Nazionale ed il Consiglio di Amministrazione della Cassa, andrà sottolineata da un lato la rivendicata totale autonomia e libertà d’azione, ma, d’altro canto, la piena consapevolezza della opportunità di una azione comune verso l’esterno non appena ciò sia possibile. Anzi, in taluni casi, Federnotai potrebbe essere "il braccio armato" delle istituzioni in un "gioco tattico" concordato di posizioni all’esterno che tendano, con apparenti durezze e successivi compromessi, al miglior risultato per il notariato. La nostra posizione di fronte ad un problema che veda Federnotai su posizioni iniziali diverse dagli organi istituzionali potrebbe così riassumersi: ampia, cordiale ed aperta discussione nel tentativo di raggiungere un atteggiamento comunemente condiviso; reciproca rinuncia a qualche "spigolo" per il raggiungimento di un compromesso accettabile; posizione esterna comune. Quando invece questo percorso non sia praticabile perché le posizioni restano distanti, ci dovrà essere per la Federazione piena libertà di azione, ma soltanto dopo avere effettuato una seria verifica comune dell’opportunità di un contrasto esterno. Nei rapporti più generali con la società, Federnotai si riserva la più ampia autonomia operativa. Dovranno essere certamente continuati ed anzi incrementati (al punto da assurgere a veri e propri principi programmatici) i rapporti con le Associazioni dei Consumatori; dovranno essere cercati, seguiti e coordinati i rapporti anche con Confindustria e con le altre realtà del mondo imprenditoriale e del mondo accademico e con le altre professioni; dovrà essere ripreso, incrementato e realizzato un programma di comunicazione con l’esterno per la valorizzazione e la tutela dell’immagine del notariato che ha visto per prima Federnotai impegnarsi e che tuttora da parte del Consiglio Nazionale è un problema scarsamente considerato. Più in generale occorre ancora una volta sottolineare che se la Federazione viene meno al proprio compito precipuo di essere fucina di idee, luogo di discussione, e quindi pungolo, anima critica, nei confronti delle istituzioni, se viene meno a questo compito si diceva, fa del male a sé, ma anche alle stesse istituzioni, a cui viene a mancare la critica, magari aspra, ma sempre utile e costruttiva. Quello che occorrerà fare con grande impegno e con piena consapevolezza della non facilità del compito, ma anche della sua importanza centrale per la Federazione, è trovare il giusto equilibrio (come ha detto qualcuno) fra ilconsenso e la personalità. Nel senso di non disperdere assolutamente l’importantissimo lavoro effettuato dalla Giunta in scadenza nel ritrovare il consenso di larga parte anche del notariato più tradizionalista, ma nello stesso tempo non appiattirsi troppo in questa posizione e ritrovare lo smalto, l’entusiasmo, le idee della tradizione del sindacalismo notarile. RAPPORTI INTERNI – RIVITALIZZAZIONE DELLA FEDERAZIONE E DELLE ASSOCIAZIONI REGIONALI Forse per il venir meno di necessità pratico-operative (la polizza assicurativa per esempio); forse per il mancato rinnovo generazionale; forse per una più generale difficoltà di impegno esterno da parte dei colleghi, sta di fatto che molte delle associazioni regionali storiche, negli ultimi anni, sono in difficoltà, quando addirittura non sono di fatto scomparse. La Federazione oggi si compone di alcune associazioni regionali aderenti del tutto funzionanti, operative e propositive; di alcune altre con pochissima o nessuna iniziativa, ma perlomeno formalmente funzionanti, ma anche di alcune associazioni regionali in totale disfacimento. Alla riorganizzazione interna occorrerà quindi che la nuova Giunta dedichi molto del proprio impegno. Si potrebbe pensare ad un più diretto contatto del Presidente nazionale con i Presidenti regionali, quasi a costituire un gruppo di saggi che faccia da supporto –con frequenti contatti telefonici (anche attraverso le video conferenze) o di posta elettronica- alle decisioni più importanti. Si dovrà pensare ad intervallare alle consuete riunioni bimestrali dell’assemblea dei delegati (da tenere perlopiù a Roma), delle riunioni di Giunta, nei mesi scoperti, da tenere invece in maniera itinerante (approfittando magari di convegni locali) e da far coincidere con riunioni collegiali dei comitati direttivi locali dirette proprio a verificare il loro funzionamento. Bisognerà che a livello nazionale si organizzino iniziative già del tutto pronte (si pensi agli incontri di aggiornamento o ai corsi di cui si diceva in altra parte) che le associazioni locali possano utilizzare, per così dire, "chiavi in mano". Bisognerà essere attenti a sfruttare ogni nuova "pulsione" che si dovesse evidenziare (pensiamo a tante "buone volontà" che appaiono nella lista sigillo, ed ancor più fra gli aderenti alle iniziative di @res) per coinvolgere colleghi nuovi e volonterosi; si potrà ricorrere anche alla "chiamata alle armi" nel senso di scrivere una lettera personale a tutti i colleghi di una determinata Regione per suscitare l’impegno a far rinascere la propria associazione locale. E si dovrà essere pronti a cogliere ogni nuova idea o suggerimento che possa aiutare a risolvere questo problema, da considerare sempre fra i principali a cui la Giunta debba dedicarsi. In senso più generale, i rapporti con ogni altra realtà associativa notarile (pensiamo ancora ad @res, ad Ansco, all’Associazione dei Pensionati, ad ogni altra entità esistente o che si realizzerà in futuro) dovranno essere il più possibile collaborativi e tendenti a far sì che Federnotai possa diventare l’elemento coordinatore delle libere iniziative nel campo notarile, pur nel rispetto, ove occorra, di posizioni ed autonomie diverse. La Giunta dovrà certamente impegnarsi per la realizzazione di uno (certamente) o due Congressi nazionali nel corso del proprio mandato: si tratta infatti di occasioni di visibilità e di autorevolezza di grande importanza, oltre che di effettivo e reale interesse culturale e politico per la categoria. Lo stile di Federnotai, in questo settore, è stato sempre diverso da quello istituzionale, con occasioni di incontro di lavoro, intense, con poca vetrina esterna. L’ultimo congresso ha tuttavia evidenziato che anche uno stile più tradizionale può servire per creare o mantenere importanti contatti e collegamenti. Nulla vieterebbe quindi di pensare ai Congressi nazionali della Federazione come occasione di verifica interna, di contatto con gli associati, di luogo di ampia ed aperta discussione; ma al tempo stesso di organizzare convegni con lo stile dell’ultimo Congresso per una visibilità esterna migliore ed una occasione di confronto con realtà diverse dal notariato. Le due concezioni potrebbero ben integrarsi e valorizzarsi reciprocamente. Le associazioni regionali dovranno fare ogni sforzo per organizzare esse stesse dei convegni con modelli e temi magari meno tradizionali, ma non per questo meno stimolanti per la categoria. Ed a tutti (possibilmente) i congressi e convegni anche istituzionali di categoria, il Presidente o i vice Presidenti nazionali od uno dei membri della Giunta dovranno essere presenti, possibilmente essendo seduti al tavolo della presidenza ed intervenendo con l’indicazione del proprio ruolo (e ciò naturalmente non per inutile e vacua presunzione personale, ma per la maggior visibilità, conoscibilità ed autorevolezza di Federnotai). Massima attenzione, massima riconoscenza, massima "sinergia", dovranno essere dedicate al lavoro della redazione di FederNotizie che è oggi il giornale di categoria più diffuso nel notariato, che è un veicolo insostituibile per le idee del sindacato e che può considerarsi uno dei fiori all’occhiello di Federnotai. RISORSE Numerosi proverbi regionali ed anche in lingua straniera, ci ricordano che il denaro è il motore di ogni iniziativa e che senza il denaro si riesce a realizzare poco o nulla. Alla raccolta delle necessarie risorse andrà dedicata pertanto tutta l’attenzione che un tale problema merita. Per gestire al meglio i rapporti con l’esterno; per organizzare congressi e convegni, per rimborsare ogni spesa dei membri della Giunta (che devono mettere gratuitamente a disposizione tutto il tempo, tutto l’entusiasmo, tutto l’impegno e tutta la volontà necessari, ma non spendere neppure un euro di loro): per tutto ciò, occorrono soldi. Si tratterà allora di abbandonare inutili pudori ed approfittare di tutte le possibili sponsorizzazioni. Si tratterà allora di organizzare un sistema semplice, sopportabile, ma al tempo stesso rigoroso e preciso che obblighi tutte le associazioni aderenti a versare la propria quota proporzionale ai propri iscritti (ogni eccezione in questo settore deve essere veramente giustificata solo da eventi particolarissimi ed eccezionali). La Giunta dovrà essere aperta anche a studiare ipotesi nuove e diverse: una, per esempio, potrebbe essere quella di invertire il rapporto fra l’iscrizione e l’abbonamento al giornale FederNotizie, nel senso che l’abbonamento dia diritto all’iscrizione invece che viceversa. Ipotesi ancora più radicale potrebbe essere quella di prevedere l’iscrizione diretta a Federnotai, la quale stornerebbe poi una parte della quota alle associazioni regionali, che diventerebbero organismi periferici dell’unica associazione nazionale e non più singole associazioni riunite in Federazione. Sono idee, queste ultime, occorre dirlo con chiarezza, che al momento non sono condivise neppure da chi le enuncia, ma il parlarne serve comunque a segnalare l’opportunità di una riflessione seria ed approfondita che permetta di trovare i modi migliori per rivitalizzare le associazioni regionali. Egidio Lorenzi
UTILI DA LEGGERE PER LA GIUNTA E PER LA REDAZIONE Nella coincidenza delle festività di fine anno e del rinnovo nelle cariche della Federazione italiana delle associazioni sindacali notarili (Giunta di Federnotai) mi sia consentito proporre, a mo’ di utile viatico per il nuovo anno, per le maggiori responsabilità accollate agli amici Egidio e Paolo e per il futuro della nostra pubblicazione, un duplice riflessione. La prima è desunta dall’"Elogio della normalità" (Marietti, 2002) di Vittorino Andreoli e riproduce fedelmente il capitolo del testo intitolato "La sincerità". Questo tema, talvolta anche da me ansiosamente caldeggiato in diversi scritti, continua e continuerà sempre ad essere di attualità per il pubblico ufficiale-professionista notaio ed anche per chi governa il ruolo e la categoria, avendo il compito di proporre a livello nazionale, orientamenti e disciplina. Sarebbe stato semplice parafrasare uno scritto elementare, ma la sincerità e l’onestà (che ne consegue) vogliono che si renda grazie a chi pensa e scrive alcunchè prima di noi in modo lineare ed esemplare, senza vanagloria di creare inutili duplicati o pavoneggianti sfumature. Una rapida scorsa del testo è senz’altro proficua per ognuno di noi, che si avvia ad intraprendere un nuovo anno di attività e per chi incede verso un nuovo impegno collettivo.
"Il vocabolario in uso nella nostra lingua risente del tempo e della cultura imperante. Le parole non sono flatus vocis, bensì una testimonianza sul comportamento dell’uomo e quindi anche sulle norme che lo regolano. Attraverso le parole si può persino studiare la morale di un’epoca. Basterebbe citare, per convincersene, la scomparsa dall’uso del termine "ladro". Rubare, del resto, se ancora è un reato viene ritenuto certamente un fatto minore: il novanta per cento dei furti rimane impunito e nessuno può aspettarsi, recandosi in una stazione dei carabinieri a denunciare un furto, di vedere partire delle indagini. Un termine che lo sostituisce è "flessibilità", e in fondo il ladro è colui che, avendo dei bisogni, si arrangia e trova una soluzione. Così avviene se uno ruba allo Stato non pagando il fisco: è un abile e viene circondato di rispetto. Un altro termine defunto è "infedele", almeno nel suo significato antico di <<colui che non sta ai patti>>: nei confronti della propria moglie o del proprio marito, del partito o movimento politico cui ha aderito. Non è più circondato da un alone di riprovazione e di vergogna, ma al contrario è un campione della capacità di adattarsi al nuovo, di mutare con coraggio secondo i tempi. E l’infedele in amore diventa colui che, avendo un’amante, ottiene piacere e serenità per poi tornare a casa meglio disposto anche nei riguardi della moglie (ndr. del coniuge). La fedeltà politica è addirittura segno di rigidità mentale, di arteriosclerosi ideologica. Mi propongo di analizzare, tuttavia, un altro termine: "sincero", e soprattutto di mostrare come ciò che racchiude sia avvertito quantomeno privo di valore etico. "Sincero" ha dei sinonimi come: puro, intatto, leale, schietto. Vuol dire anche "non mescolato": come di un vino sincero. E’ antinomico rispetto a "falso" e per questo si identifica con "vero". Del resto falsare significa: alterare, contraffare. <<E’ un falso>>, sta per qualcosa e qualcuno che ha una somiglianza esteriore con una cosa, ma non lo è. Falsificare significa (da falsus facere) alterare la verità: essere bugiardo e persino simulare. Lo confesso: sono esterrefatto dalla facilità con cui oggi si dicono le bugie e soprattutto di come persone importanti, potenti, le usino addirittura come sistema, il che vuol dire come norma. Esterrefatto poiché in passato, se una persona di potere veniva scoperta in una affermazione falsata, perdeva la faccia, veniva svergognata e non più creduta. Come a dire: se ha usato la menzogna, la può riusare e quindi non è più attendibile. Non rispettare la parola data era in passato considerato un fatto di una gravità inaudita, ed era prova di impossibilità di coprire cariche pubbliche. Una falla nelle caratteristiche morali che semmai un uomo pubblico deve avere in eccesso. Il bugiardo era senza dignità per definizione. Non è più così e si assiste ogni giorno a uomini di potere che affermano il falso e contraddicono quanto affermato pochi giorni prima e di cui magari esistono delle testimonianze. Non importa: si tratta di una interpretazione errata, una cattiveria, una volontà di denigrare. E si presentano come vittime di persecuzione e della falsità di colui che ha rilevato il falso. E così prende il via una catena di falsità che porta a non capire più o a rendere oscura la definizione stessa di vero. Insomma la sincerità e la falsità hanno perso di valore e ormai ognuno crede di poter dire qualsiasi cosa per difendersi o per accusare, senza alcun senso di colpa, senza rimorso. Un atteggiamento che riguarda tutti, grandi e piccini, potenti e anonimi. Una malattia di questa società: un cancro maligno poiché genera arroganza e promuove sfiducia, paura, egoismo, crollo di autorità. Il bugiardo afferma una cosa (il falso) avendo nello stesso momento in mente il vero. Ha contemporaneamente conoscenza di come sono andate le cose e come avrebbe voluto fossero andate e tra queste due visioni sceglie il falso e lo afferma come vero. Le bugie devono essere distinte in due categorie: quelle che non recano danno all’altro (a nessuno), e quelle invece che lo arrecano, con estensioni che vanno dal singolo e possono raggiungere tutta la società. Le bugie di Pinocchio non sono di danno e rappresentano, dal punto di vista psicologico, un "meccanismo di difesa" di fronte a una situazione che lo differenzierebbe da chiunque altro. Pinocchio, nato da un pezzo di legno e fatto da Geppetto, un falegname vecchio e ormai poco capace (ndr. ?), vuol essere come gli altri bambini in carne e ossa e allora afferma di avere anch’egli un papà e una mamma, anche se sa che non è vero. Il bambino che viene picchiato dal papà e non può dire di avere anch’egli un papà che gli vuol bene, come è per il suo amico, nega di aver mai preso una sberla e afferma di giocare sempre con lui, la sera quando ritorna dal lavoro. Descrive la situazione in cui vorrebbe trovarsi: ecco una bugia difensiva. In qualche modo si tratta di dare forza alla fantasia e al desiderio, e rivedersi come si vorrebbe essere e quindi trovare anche fiducia nel futuro, speranza che la realtà divenga quella che egli afferma, ma che al momento è falsa. Ci sono, però, bugie inaccettabili poiché portano danno a terzi. Accusare falsamente una persona di aver compiuto un delitto che invece ha perpetrato un altro significa rovinare una esistenza e far pesare un simile giudizio su tutte le persone che sono attorno a quel colpevole innocente. Occupare un posto di potere e dire il falso significa tradire la comunità da cui si è ottenuto il sostegno e a cui dovrebbe essere dedicata la propria azione invece, supponiamo, di svolgerla per interesse personale. In questo caso la bugia va contro tutti ed espropria un ruolo che potrebbe venire occupato da altri e con maggiore diritto. Insomma esiste una bugia orrenda e una che sa di gioco e che serve a vincere la paura di stare con gli altri, come appunto in Pinocchio. Lo ammetto, per Pinocchio ho una simpatia grandissima; per il falso che fa il male all’altro, provo solo pietà e talvolta rabbia. La bugia va separata dalla simulazione, che invece è la condizione di colui che afferma il falso ma è convinto che quella sia la verità. Non ha più davanti contemporaneamente il vero e il falso e afferma il secondo, ma ha cancellato il primo termine. La differenza è notevole poiché mentre chi dice una bugia teme di essere scoperto, e gli si allunga magari il naso o diventa rosso in viso, il simulatore addirittura si arrabbia se viene messa in dubbio la sua affermazione falsa e denuncia chi, conoscendo la verità, la afferma contraddicendolo. La bugia tende alla simulazione, se viene ripetuta continuamente: si giunge ad un punto in cui chi la dice ha dubbi su come siano andate le cose. Ma in alcune persone la simulazione è rapida, cancellano uno dei termini e tengono solo il falso nella posizione della verità. Costoro sono si accorgono nemmeno più di dire le bugie e si vivono come esempi di specchiata fedeltà e credibilità, tant’è che sono per definizione falsi tutti coloro che si discostano da quanto essi hanno asserito. La simulazione è una malattia, frequente in certe posizioni e particolarmente nei politici e nel potere. Una malattia del rapporto con la realtà in quanto il reale viene creduto essere quello che il simulatore vorrebbe. Si tratta di personalità che pensano che il mondo, piccolo o grande, debba andare come vogliono loro, come ne fossero i demiurghi e lo vedono in questo modo anche se va al contrario. Il simulatore è il tarlo della società e produce un’erosione tremenda. Una trave sembra ancora intatta, ma all’interno è polverizzata e basta una piccola scossa per ridurla a polvere di legno. La simulazione nasce e si sviluppa sulla mancanza di regole morali, di quei principi che stanno alla base del comportamento coerente, per cui <<alcune cose si devono fare sempre e altre mai>>. Un principio che si impone prima ancora di stabilire quali siano le cose da fare e quali da non fare. Senza questa struttura di base, si attiva la morale della circostanza per cui tutto è possibile, dipende solo da quando e da come, e pertanto non c’è mai nulla da negare o affermare per principio e che si imponga dunque al singolo. Ne consegue che si può affermare tutto o negarlo, a seconda del vantaggio che se ne ottiene in quel momento. Sparisce la struttura che teneva contemporaneamente presenti il vero e il falso e tutto si riduce a una sola dimensione: una cosa è il vero oppure il falso a seconda della decisione del singolo, che non sarà più sovrastata da alcuna <<legge morale dentro di me>>. E così si giunge all’onnipotenza della stupidità e alla convinzione di essere persino Dio in terra, in attesa di proclamarsi anche re del cielo. La differenza sta solo nella convenienza e niente più apparirà assurdo poiché non esiste più, nel simulatore, distinzione tra il mio vero e il mio falso, ma sempre da una parte il mio vero e dall’altra il falso di chi non è d’accordo. Quanta falsità in questo mondo. Riguarda tutti, ma sento di ammettere che se è vero che oggi la distinzione in classi sociali non regge più, un residuo tuttavia rimane: sono molto più falsi i potenti dei poveretti. Lo sono enormemente di più i governanti dei governati, i padroni rispetto ai dipendenti. Sta comunque scomparendo quel gusto meraviglioso di essere sinceri, di potersi guardare il mattino nello specchio e vedere lo stesso volto e non una teoria di maschere al cui confronto i "centomila" di Pirandello sono fanfaluche. E’ straordinario avere consapevolezza di un sé che rimane stabile, identificato perfettamente nel proprio comportamento, capace di scegliere e dunque di dire di no al compromesso e al fare danno all’altro, a quel "prossimo" che nessuno riconosce più. Anche "prossimo" è una parola scomparsa dal vocabolario o quantomeno svuotata di senso. E’ stupendo davanti allo specchio riconoscersi e trovarsi sincero, senza falsità, senza trucco, senza maquillage, senza bisogno del truccatore o della truccatrice. Con un volto pieno di rughe, ma vero. Il dramma di Narciso è di non essersi riconosciuto quanto di è visto nello specchio: pensava si trattasse di un altro. La sincerità rende liberi. Occorre promuoverla e lo si può fare soltanto essendo sinceri. Di fronte ai giovani che rasentano bugie, da gioco o per danno, bisogna parlare di sincerità, della grandezza del sentirsi veri. Conquistarli alla forza e con la forza di quella piccola verità che ciascuno è, a meno di bugie e simulazioni. E’ tempo che la sincerità non si nasconda dietro la menzogna. E’ tempo che tanti uomini veri si mostrino. Avranno il viso stanco e segnato dalla fatica, ma questa è e deve essere la nuova estetica. Non se ne può più dei parrucconi e dei sepolcri imbiancati." Spero e credo che Egidio e Paolo continueranno ad essere sempre sinceri, perché sanno bene, per le nostre frequentazioni settimanali, cosa consideriamo bugie: - il prezzo di moltissime compravendite (in primis quelle di edilizia convenzionata), - gli interessi e le commissioni pubblicizzati e pagati da certi mutuatari, - i valori delle donazioni, - la pubblicità in materia successoria, - l’attualità dei patti successori, - l’attualità dei concetti di famiglia, di nucleo familiare e di convenzione matrimoniale, - la trasparenza economica di operazioni societarie di fusione e scissione, - la pubblicità in materia di trasferimento di sede sociale all’estero, - la non remunerabilità delle cariche nazionali, - l’applicabilitàaticità dei principi di deontologia, - la disciplina dei recapiti, - l’applicazione diffusa del monitoraggio sul fatturato, - la rotazione delle cariche, - la trasparenza delle procedure e dei criteri di investimento della Cassa, - l’uniformità di comportamento delle amministrazioni, - la competenza dei funzionari pubblici e privati (bancari), - la trasparenza delle procedure amministrative, - l’accollo di operazioni precedentemente svolte dalle amministrazioni pubbliche senza corrispondente assunzione di immagine e potere da parte della categoria (leggasi catasto per allineamenti, volture, rettifiche ecc.), - la visibilità costituzionale della funzione, - la sicurezza dei traffici nei rapporti UE, - tutto quanto origina solitamente la rubrica "Notaio contro" e viene in mente a ciascuno di noi come tarlo della "trave" notarile. Il materiale per lavorare, dunque, non manca. Ad Egidio e Paolo possono solo difettare la voglia, la forza e la trasparenza. Auguri! Il secondo spunto trova la sua ispirazione nella sezione Dibattiti di "Contratto e impresa" (CEDAM, 2002, p.447) ed è indirizzato a tutto l’associazionismo notarile, come sollecitazione per una riflessione su questo periodico. Il prof. F. Galgano nell’ultimo numero dei suoi dialoghi si pone il problema se possa esistere oggi la linea culturale di una rivista e cerca di dare una risposta al quesito con riferimento alla rivista da lui diretta. Già Massimo Caspani e Benedetto Elia, tempo fa, hanno sollecitato il gruppo redazionale ad una riflessione in merito, ma le loro istanze si sono sempre stemperate in qualche più o meno accesa discussione di redazione. Il loro dilemma è comunque quello che da tanti anni pervade ed anima l’intero gruppo redazionale. Può esistere FederNotizie come organo della Federazione italiana della associazioni sindacali notarili o è meglio che esista come pubblicazione avulsa da quel contesto, come voce critica autonoma? Allorché, poi, due redattori vengono inseriti nell’organigramma associativo nazionale di categoria, è bene, per l’autonomia di impostazione e di critica, che questa pubblicazione continui a sussistere come organo della Federazione o non è il caso che se ne distacchi definitivamente? E se deve, può esistere - oggi - la linea culturale di una pubblicazione come questa? Quale deve essere? Galgano inizialmente risponde alle domande con un’altra domanda: "A quale cultura si fa riferimento quando si parla di <<linea culturale>>? Si allude alla possibilità di una rivista giuridica di tendenza, ossia politicamente o ideologicamente impegnata? oppure si intende circoscrivere l’interrogativo alla cultura giuridica in senso stretto, e perciò si solleva il problema delle possibilità di una rivista giuridica che sia tematicamente o metodologicamente orientata?" (pag.447). Credo che se anche la risposta nostra fosse nel senso di una pubblicazione giuridica di tendenza, nessuno di noi amerebbe un domani scrivere quanto sinceramente (cfr. il primo spunto!) ed onestamente confessa Galgano nel prosieguo del suo testo: "le cose che avevo avuto occasione di scrivere nell’epoca predetta (ndr. negli anni del ’68) e con la predetta ispirazione sono oggi illeggibili, inserite come erano entro un prestabilito, e oggi superato, orizzonte culturale." La pubblicazione che dal gruppo redazionale è stata data costantemente alle stampe nel corso del tempo, non ha di che rinnegare, anche da un punto di vista tendenziale ed ideologico, gli scritti passati (e non solo ovviamente quelli redazionali). Talvolta, anzi, è di non poca utilità ripercorrere il contenuto di tante brevi o più strutturate proposte e intuizioni per constatare quanta strada occorra ancora percorrere per raggiungere obiettivi giustamente sentiti ed evidenziati ma non del tutto conseguiti. L’A. prosegue poi, ovviamente nella sua logica, facendo presente che "cose che avevo scritto in epoca anteriore, e dunque in un tempo ancor più remoto, ma su un terreno strettamente tecnico-giuridico, sono tuttora attuali, ed anzi hanno assunto più vasta risonanza, giacchè da innovazioni, quali erano quando furono pensate, hanno finito con il corrispondere oggi al senso comune, ossia con l’essere diventate giurisprudenza. Il punto è che l’opera del giurista ha qualche probabilità di essere duratura quando si svolge a partire dall’esperienza giuridica, sia essa teorica o pratica, accademica o giurisprudenziale e per rispondere ad interrogativi che da questa esperienza traggono origine…". Non di meno potrebbe dire la redazione per quanto concerne questa pubblicazione, solo che si pensi alla conclusione dei contratti col personale, ai vari ricorsi in materia fiscale, alle bozze di contratti, alle prese di posizione con le Amministrazioni di ogni genere, alle istruzioni per l’uso di mutui e compravendite ed a quant’altro ognuno può naturalmente ricordare come pubblicato e utilizzato nel proprio studio. La verità sottesa a questa giusta analisi dell’A. per quanto concerneFederNotizie sta nel fatto che questa pubblicazione è nata non da concettualizzazioni particolari, ossia dalla pretesa di tradurre i concetti in precetti, sovraordinati alla stessa legge, ma da un naturale metodo induttivo (dalla norma al concetto), non scevro da un certo senso critico anche in politica e da un tacito dialogo con la giurisprudenza applicata al quotidiano (per riflettere sui principi a partire dall’esperienza), proprio come forse avrebbe voluto W. Bigiavi (e forse anche con qualcosa di più che esorbita ogni volta anche nel metagiuridico). E così dallo stipendio del personale, si è passati ai prezzi delle compravendite, dalla documentazione amministrativa da produrre in caso di voltura e successione ai fenomeni della fusioni inverse, di caso in caso, passo passo, la nostra pubblicazione si è trovata a discutere non solo dell’applicazione delle norme ma anche di logica economico-sociale della funzione e della politica della funzione, in tutta naturalezza, senza eccessi di critica stravolgente e senza pregiudizi. Tutto ciò non tanto perché organo di una Federazione, ma per esigenza di sincerità, come in ogni occasione (Congressi e Convegni compresi) richiedeva il senso critico di un gruppo, smussando le acrimonie e gli spunti distruttivamente eversivi e polemici, ma sollecitando ripensamenti illuminati nelle situazioni statiche. La sua anima è questo tipo di dinamismo sincero. Come tale potrebbe continuare a vivere sia legata sia svincolata al carro associazionistico, perché vive comunque di vita propria. Solo ai lettori potrebbe spettare la decisione in tale senso. Non c’è ombra di dubbio sul fatto che lo spazio giurisprudenziale e dottrinario sia meglio e meno improvvisatamene occupato e/o assolto da riviste di più solida tradizione come la "Rivista del Notariato", "Vita Notarile" e da ultimo "Notariato", ma la freschezza giuridico-politica di questa pubblicazione non è ancora stata imitata da nessuno, né forse potrà esserlo facilmente finchè perdura lo spirito di sincerità che la pervade, senza concettualismi e senza preclusioni ideologiche, ascoltando leggi, dottrine e giurisprudenze come espressioni degli interessi del Governo, degli intellettuali, delle Amministrazioni e del/i cittadino/i, per e nel senso dello Stato (unitarietà civile). Altri potranno più agevolmente "vendere sentenze", altri ospitare concettualizzazioni dottrinarie più dotte e serie, ma nessuno potrà tradurre in iscritto l’immediatezza tecnico-politica con cui una categoria affronta le tematiche lato sensu giuridiche, al vaglio della pratica, come sino ad ora ha fatto questa pubblicazione.
IL CONGRESSO TELEMATICO Il redazionale di Federnotizie di novembre 2002 mi dà l’opportunità di riprendere il tema di un Congresso telematico: piaccia o no, il dibattito politico è ormai in rete e dovremo abituarci dandogli regole e riconoscimento ufficiale che oggi mancano. Non approfondisco l’affermazione la cui evidenza è sotto gli occhi di tutti e non mi pare negabile e condivido in larga parte le opinioni della redazione. Ritengo utile qualche considerazione schematica di raffronto fra il Congresso come lo conosciamo ed un possibile Congresso telematico. Ricopio, per ricordarlo, l’art 2 del regolamento congressuale che indica lo scopo del Congresso. "Il Congresso ha come finalità trattare e discutere argomenti attinenti la tutela e la valorizzazione della professione … studiare problemi di carattere scientifico e tecnico giuridico di interesse generale; la politica generale del notariato." Che sia tenuto fra presenti oppure telematicamente, a mio parere nulla dovrebbe cambiare. Identico dovrebbe essere il valore. Identica anche l’efficacia: in entrambi i casi il voto ha efficacia morale, senza vincoli per gli organi istituzionali. Credo che la categoria non possa cambiare autonomamente questi primi due punti, poiché una loro modifica inciderebbe sulla funzione del Consiglio nazionale quale prevista dal legislatore. Anche la partecipazione resterebbe identica, come da art 1 del regolamento: partecipa solo chi vuole. Identica rimarrebbe la legittimazione a proporre argomenti di discussione, che spetterebbe ad ogni avente diritto a partecipare: notai in esercizio e in pensione, vincitori di concorso in attesa di nomina. Le differenze più incisive fra Congresso attuale e Congresso telematico sono a livello di dibattito e di tempi. Nel Congresso tradizionale i tempi del dibattito sono chiaramente più compressi, poiché l’intera vicenda congressuale dura un paio di giorni. Un Congresso telematico consente tempi di dibattito più lunghi e maggiori approfondimenti, ma consente di dibattere un tema con tempestività senza essere costretti ad attese di uno-due anni: la politica di categoria dovrebbe ravvivarsi anche solo per questa possibilità di sincronizzare i tempi del dibattito con quelli degli avvenimenti. Ravvivandosi, il dibattito raggiungerebbe anche maggiori livelli di approfondimento. Al momento almeno un congresso in rete migrerebbe dalla parola detta a quella scritta, a mio parere con qualche vantaggio. Non solo per la possibilità di meglio meditare una proposta scritta, ma anche per i tempi del dibattito, più lenti, un congresso in rete potrebbe – e secondo il mio auspicio dovrebbe - condurre a conclusioni operative, la cui concreta attuazione resterà pur sempre rimessa al giudizio del CNN. Almeno potenzialmente, ogni singolo dibattito sarebbe aperto a più voci, più ragionato e lento, mentre si avrebbero dibattiti più frequenti e nell’immediatezza degli eventi: non vedo svantaggi in questa proposta. Sui vantaggi del Congresso in rete non ho dubbi e non vedo neppure tutti i rischi ipotizzati dal redazionale di FederNotizie. Come ritiene anche il redazionale narcisismo ed individualismo non credo subiranno grandi modifiche: ci sono e resteranno. Vedo anch’io il rischio di un’assemblea permanente, ma si può elaborare un regolamento che lo riduca a livelli accettabili: questa del regolamento è stata forse la preoccupazione che ha frenato l’approfondimento congressuale sul tema. Più di un Collega ha temuto che un Congresso in Lista potesse ripetere gli stessi inconvenienti di Lista sigillo ma non ha immaginato che, anche in Lista, un dibattito congressuale non potrebbe fare a meno di qualche regola che Lista sigillo non ha. Per molti aspetti il Congresso telematico potrà assomigliare a quelli tradizionali, e non manca il rischio di rafforzare un palcoscenico per gl’individualismi.FederNotizie ritiene anche che gli interventi dalla periferia potrebbero essere meno elaborati di quelli dei gruppi che si riuniscono periodicamente per discutere di politica notarile. Potrebbe accadere il contrario: accompagnati da una minima struttura di regole, credo che anche i liberi pensatori privi di gruppi di confronto avrebbero l’opportunità di mettere meglio a fuoco le loro proposte in un dialogo, almeno potenzialmente, aperto a tutti.. D’altro canto l’ascolto delle opinioni di periferia dovrebbe giovare anche ai gruppi, per cui penso che una delle opportunità più interessanti del Congresso telematico sia proprio questa, di dar voce ad ogni singolo notaio, di permettergli di proporre un suo contributo all’attenzione del gruppo, di offrire al confronto generale ogni singola voce. Nessun passo dà la certezza del progresso, e l’istituzionalizzazione della lista può portare alla deriva dell’assemblea permanente dove tutti si discute e mai niente si decide. Inconveniente, questo pure, che è anche dei Congressi: non di rado i voti approvati sono stati mosaici di parole e concetti, scelti per la loro capacità di significare tutto ed il suo contrario. Ferme autonomia e responsabilità del CNN, credo che questa polivalenza ecumenica dei voti congressuali sia una della cause della distanza fra corpo elettorale ed eletti. Distanza che dovrà restare, e che resterà, ma che può diminuire a vantaggio dell’incisività della linea politica scelta dal CNN ed a vantaggio del livello di soddisfazione degli elettori. Quali regole applicare al Congresso telematico? Lascerei ad ogni singolo la facoltà di proporre. Come già accade nel Congresso tradizionale, dovrebbe essere consentito opporsi alla discussione di un argomento: in proposito penso ad un numero di opposizioni basso ma non bassissimo, rapportato al numero medio di adesioni ottenute su Lista sigillo da un argomento. Oppure si può pensare ad una prima votazione aperta a tutti e nella quale la maggioranza dei votanti deciderà se bloccare oppure continuare la discussione. Alla fine, sarebbe un invito a tener gli occhi aperti ed a non assentarsi dalla politica di categoria. Credo che il dibattito dovrebbe avere una durata limitata nel tempo: due settimane, un mese a partire dalla data di ammissione dell’argomento alla discussione ufficiale. Questa potrebbe essere preceduta dal raffinamento della proposta iniziale per definire al meglio il tema, tenendo conto anche delle prime reazioni suscitate. Il voto finale dovrebbe essere espresso su un testo che tenga conto delle risultanze dell’intero dibattito: il testo ovviamente varierà in relazione all’argomento, ma quelli a contenuto operativo dovranno essere votati in modo eseguibile , come ipotizza FederNotizie quando scrive di utilizzo di tipo referendario. Dovrebbe poi essere previsto un periodo di tempo prima che sia consentito riproporre un argomento già trattato. Dati alcuni spunti di riflessione, le regole dovrebbero venire dalla discussione di tutti e FederNotizie, se la redazione lo riterrà opportuno, potrebbe ospitare una prima palestra di confronto. Non mi pare pressante la preoccupazione sull’accertamento dell’identità dei partecipanti e sull’impedimento dei voti plurimi: questioni decisive, più che importanti, ma per cominciare possono bastare i controlli, pressoché inesistenti, esercitati nel corso degli attuali Congressi. Ringrazio fin d’ora FederNotizie dell’attenzione che vorrà prestarmi e spero mi consentiranno un saluto ad Andrea Sacchetti ed al suo direttivo: il loro mandato è stato caratterizzato da disponibilità ed equilibrio, qualità che apprezzo in modo particolare. Ad Egidio Lorenzi ed ai nuovi dirigenti auguri di buon lavoro con successi che non mancheranno conoscendo le loro doti: in bocca al lupo. Alessandro Marzocchi notaio in Grosseto
DELLA TRASPARENZA "Come si controlla chi comanda?" E’ l'interrogativo che sta alla base di un vero governo della "società aperta" come la voleva Karl Popper. Da qui viene da sè che la trasparenza degli atti e la loro diffusione siano alla base di ogni volontà di costruzione e di coinvolgimento, anche nel piccolo cosmo di una categoria professionale. Maggiore e più veloce è la diffusione dell'informazione, maggiore e più attuale sarà la partecipazione della base alla politica ed alle sue difficoltà. L'obiettivo vero è l'avvicinamento del vertice alla base, l'obiettivo vero è il coinvolgimento di una categoria, all'apparenza apatica e distratta, ma in realtà poco coinvolta. Se l'obiettivo è per il vertice sentirsi la categoria vicina nei momenti difficili, se l'obiettivo è avere una categoria partecipe, allora il sistema di informazione e di cooptazione così com'è non va per niente bene.
L'arroccamento senza sbocchi su posizioni sia di privilegio sia di funzione ha generato, nel tempo, un'incapacità di dialogo, di conflittualità positiva. Così all'interno di questa categoria come all'esterno, questo ripetuto e convinto "dare per scontato", questo concetto di "funzione blindata" cui aggrapparsi, ci fa sempre più vicini ad una rocca che non capitola, ma si sgretola piano inesorabilmente. In questo contesto politico, in questo contesto sociale anche la nostra professione deve fare i conti con una società in continua accelerazione, con una società egoista ed esigente. Ed il notaio è figlio e servo di questa società. E non la supponenza ma l'umiltà di una missione soprattutto pubblica ci deve accompagnare. Ecco perché il chiudersi e l'illudersi oggi non paga più e non può pagare, poiché tutti i giorni ci troviamo a dover confutare le critiche e ad accreditarci con la società. Ma proprio, nella nostra funzione che non è "blindata" ma "malleabile" adattabile, multiforme abbiamo, se lo si vuole, la soluzione. Funzione che, voglio ribadire, è inalienabile per suo genesi e suo vissuto quotidiano. Il Notariato può spendere, e lo deve, specificità proprie di funzione che nessuna altra professione, che abbia pubblica funzione e che sia anche libera, può vantare; e può spendere, e lo deve, una volta, un'occasione, un'avventura; e può spendere, e lo deve, per funzioni proprie durature e nuove ma comunque a quelle qualità totalmente connesse. E qui ripeto che nella specificità dell'arte notarile, nella fiducia che concretizziamo nel contratto di ogni giorno, manifestiamo comunque la stupenda qualità che dalla terzietà e fiducia bivalente (stato-cittadino) ci concede la grande adattabilità, la magnifica multifunzionalità, l'enorme capacità di assorbimento che il notariato per questa sua specifica terzietà indipendente nella tradizione della sua forma antica e nel protagonismo delle nuove forme di comunicazione e delle nuove tecnologie conduce all'ambizione di sapere e poter gestire. Il notariato quindi è, per sua genetica disposizione, la meravigliosa sponda opposta al monocromatismo culturale. Questa "supponenza passiva", come è inconsciamente propria e radicata nella categoria, così non può non essere propria del metodo politico attuale che è poi ancora quello antico nel dispetto del progresso che lo circonda, e qualche volta assedia. Da un canto un metodo fatto di amicizie, senz'altro vere, di corrispondenze, senz'altro convinte, di lavoro oscuro, del tutto rispettabile, talvolta misterioso, di trame nascoste, qualche volta segrete, doverosamente segrete, di manifestazioni esterne rare ed essenziali e sicuramente tarde, sicuramente troppo lente e quindi per lo più inutili. Dall'altro una base che palpita ed è vivace, intellettualmente vivace, una base che vive da protagonista la globalizzazione dell'informazione e quindi della cultura. E lo stridere del contrasto è più evidente e sconcertante, l'istituzione che comunica e fa politica con la diligenza trainata da cavalli e la base che comunica e fa cultura col telematico superando i concetti naturali ed abituali di tempo e spazio. Da un lato quindi un accresciuto bisogno di informazione e di trasparenza, dall'altro, in perfetta buona fede, una totale incapacità di risposta, o mancanza di volontà di rispondere in questo senso. Le ultime vicende sui fatti dell'Internazionale sono state emblematiche di questo contrasto e del suo stridere forte. Un'informazione che non esiste, nell'assoluta mancanza di trasparenza con il tempo genera acquiescenza inconscia, incapacità di capire e quindi di poter agire, che nasce non da una volontà in negativo, bensì da una forte disinformazione. E se disinformazione significa cultura e politica elitaria, di converso trasparenza e informazione sono sinonimi di partecipazione e di coinvolgimento. Ed una categoria coinvolta e partecipe non può che essere una categoria forte, che si pone in discussione, che si contrappone quindi, anche politicamente. E' ovvio e naturale che il sapere può portare alla critica, alla polemica, alla discussione ma se si accetta il principio del "fallibilismo", dell'errore che genera in positivo ed in continuo, allora questo non deve intimorire: l'agonismo politico è l'anima di un vero rapporto "democratico" o se vogliamo dirlo con Dahl "pluralista". In una società e in una cultura "pluralista" l'informazione e la politica elitaria devono soccombere nel segno della trasparenza e della partecipazione. Ogni giorno può essere il giorno della battaglia ed ogni battaglia può essere una vittoria o una sconfitta, saperlo meglio e saperlo tutti insieme, sentirsi personalmente ognuno di noi, ogni momento, come individui responsabili dell'essere notaio, sicuramente non garantirà la vittoria sempre, ma per ciascuno, la sua virtù o la sua colpa, in ogni fatto e in ogni accadimento. Sapere quindi per noi può solo significare essere responsabili del nostro essere e del nostro futuro. Ho iniziato con Popper e con lui finisco "Io critico te, tu critichi me e qualcosa uno di noi due imparerà". Ed imparare, aggiungo, è comunque crescere. Ernesto Quinto Bassi notaio in Cagliari
COSA FUNZIONA IN NOTARTEL, OVVERO L'IMPORTANZA DI ESSERE UNITI L’articolo di Alvise Rebuffi sull’ultimo numero di questo giornale e la mia veste di Presidente di Notartel S.p.A. e di componente del CNN mi offrono l’occasione di dare il mio contributo al dibattito sulle strategie che in questo settore hanno guidato il Notariato italiano nell’ultimo quinquennio e rispondere, come è mio costume, in modo propositivo alle critiche che inevitabilmente accompagnano ogni processo evolutivo. Preliminarmente intendo dare una risposta al dubbio che mi ha accompagnato dal 1997, ma che solo oggi trova la sua puntuale soluzione: aveva una giustificazione attivare nel 1997 Notartel, una società di informatica dedicata allo sviluppo di servizi telematici per i Notai italiani? In quell’epoca, infatti, dando vita a questa iniziativa, primi tra tutti gli ordini professionali, intendemmo farci interpreti dell’esigenza di utilizzare e sviluppare nuovi servizi per la categoria, allo scopo di partecipare da protagonisti e non da semplici fruitori, ad un processo di innovazione, che oggi anche i più nostalgici tradizionalisti vedono come inevitabile. In questi anni, con i miei collaboratori, abbiamo vissuto il dramma del cercatore d’oro, che può, sì, trovare il prezioso metallo, ma può anche perdersi tra le montagne. Ma, man mano che i servizi si attivavano (visure catastali, visure ipotecarie e camerali, UNICO, etc.), ho, con i molti Notai che hanno collaborato nella Commissione Informatica e nel CNN, trovato la risposta al dubbio che mi assillava: la nostra scelta si era dimostrata valida al di là di ogni previsione. Oggi che si è conclusa la prima fase e, a consuntivo del lavoro svolto, possiamo quindi, ritenerci ampiamente soddisfatti, e ciò per due ordini di motivi: la rete del notariato, o meglio, i servizi telematici sono patrimonio certo, consolidato e indispensabile dell’attività notarile e la Pubblica Amministrazione ha dovuto riconoscere al Notariato una forza negoziale e propositiva fondamentale, mai prima ammessa o riscontrata, nella attivazione e modifica dei servizi che coinvolgono la pubblicità di atti mediante strumenti telematici, argomento quest’ultimo, di non secondaria importanza, ove si rifletta che l’innovazione della Pubblica Amministrazione, non solo italiana, ma di ogni governo europeo, ha come proprio strumento programmatico la sburocratizzazione dello Stato (programma comunitario e-Europe), da attuarsi attraverso l’utilizzo dei nuovi strumenti telematici. Tale ruolo deriva, ovviamente, in primo luogo dalle storiche competenze giuridiche che da sempre sono riconosciute alla categoria, ma trova oggi anche una nuova e diversa giustificazione, legata alla capacità dimostrata dal Notariato di calarsi nei processi applicativi, per fornire soluzioni praticabili, concrete, per sperimentare servizi che non espongano a rischi né il Notaio nell’esercizio della sua funzione, né tanto meno il cittadino, che chiede al Notaio certezza nella regolamentazione dei suoi rapporti. Si apre ora una seconda fase, legata alle applicazioni della firma digitale, che permetteranno di realizzare un sistema di pubblicità celere e sicuro, attraverso la trasmissione dei nostri atti in via telematica con la stessa valenza giuridica del metodo basato su supporto cartaceo. Tale fase è stata per tempo studiata in dettaglio e realizzata dal Notariato, che ha partecipato in modo attivo alle discussioni sulle problematiche connesse a tale strumento, richiamando, primo se non unico, l’attenzione degli addetti ai lavori sulla necessità di una firma legata alla funzione e provvedendo a realizzare ed accreditare tra le Autorità di Certificazione il nostro Consiglio Nazionale. Un processo così complesso ha sicuramente attraversato momenti di difficoltà e di crisi, che sono stati avvertiti dalla categoria in modo tanto più rilevante quanto più gli strumenti telematici hanno trovato applicazione e si sono rivelati indispensabili nell’organizzazione dei nostri studi: parafrasando il famoso apologo di Menenio Agrippa, il corpo - il Notariato - si è reso conto della presenza di un suo organo e ne ha rilevato la sua indispensabilità, quanto questo organo, avendo acquisito un peso notevole nell’economia del suo funzionamento, è entrato in crisi. Molte delle critiche mosse, giustificate per i disservizi verificatisi, hanno creato tensione negli addetti ai lavori, ma ci hanno anche spronato a crescere per far fronte alle difficoltà e a studiare e definire nuovi piani di sviluppo per evitare, o per confinare al minino, la possibilità che tali disservizi potessero in futuro ripetersi. Spesso i malfunzionamenti, come riconosciuto da più parti, non sono dipesi da Notartel, ma è l’effetto finale che l’utenza percepisce e di ciò non possiamo che dolerci. Probabilmente il nostro errore più grave, parzialmente giustificato dalla nostra stacanovista volontà di "fare", è stato quello di non curare la comunicazione e l’informazione per i Notai: ma la categoria ha, nei riguardi dell’informatica, un comportamento molto eterogeneo: ci sono allergici alla tastiera, pretesi esperti, apprendisti, colleghi che esperti lo sono seriamente, e la differenziazione dell’informazione è un processo non semplice da gestire. Vorrei quindi utilizzare questa sede per illustrare alla categoria le nuove strategie che si intendono perseguire, sottolineando che tale illustrazione si limiterà alla funzionalità e ai nuovi servizi. Infatti, a mio avviso, la complessità tecnica dei sistemi informatici è tale da non interessare la maggior parte dei Notai e, considerato che l’articolo di Rebuffi merita comunque una risposta puntuale che non sono in grado di dare, ho chiesto ai nostri consulenti di rispondere sulle questioni squisitamente tecniche da esso poste. Una sana gestione degli uomini e degli strumenti impone che si modifichino le strutture in relazione a nuovi obiettivi o avanzamenti tecnologici, per cui alcune critiche mosse alle architetture non trovano riscontro né nella sostanza né, tanto meno, nel dettaglio, essendo relative a soluzioni utilizzate in epoche passate. Tali sistemi sono, infatti, oggetto di continui aggiornamenti, per tenere dietro alle nuove applicazioni, e adeguamenti, per garantire la sicurezza. La sicurezza, ad esempio, va tarata in relazione al bene che si intende proteggere per limitare i costi di gestione. Un eccesso di controlli, ove non richiesto o tecnologicamente praticabile a costi elevati, può comportare solo un rallentamento dei sistemi; mentre la sicurezza va garantita sia a livello di rete che a livello applicativo, come oggi è possibile grazie all’applicazione della firma digitale a norma. In realtà tutto il sistema è molto complesso, sia nella sua architettura di rete che per quanto attiene ai sistemi informativi; basti pensare che il guasto recentemente verificatosi nella rete ha coinvolto in modo permanente più squadre di tecnici della Telecom, che, però, solo grazie alla collaborazione di esperti del notariato, sono riusciti a identificarne le cause, totalmente ascrivibili alla società di telecomunicazione, ed a porvi rimedio. La distribuzione dei Notai su tutto il territorio nazionale e i collegamenti con la P.A., poi, complicano ulteriormente la situazione, comportando, di per sé, problemi di non facile soluzione, che hanno pochi elementi di confronto. Il Notaio, infatti, accede a Notarel, che gli fornisce in modo unificato i servizi verso la PA, gestendone autenticazione e fatturazione. Quella di Notartel è, quindi, una situazione del tutto particolare, notevolmente diversa da quella di un normale provider, che garantisce solo la navigazione o di un fornitore di servizi di rete che garantisce solo i servizi di sua competenza. Tale circostanza, tuttavia, è stata il punto di forza, che ha permesso di riconoscere il nodo di Notarel come il nodo di un’intera categoria ed ha consentito la negoziazione, sia a livello normativo (vedi Unico) che a livello funzionale, dei nuovi servizi. E’ indiscutibile che senza tale coesione, saremmo stati, come è spesso avvenuto per il passato, i passivi destinatari e fruitori di un prodotto ideato, sviluppato e realizzato da altri, con ogni probabilità, privi della necessaria competenza. Oggi, invece, è stato possibile da subito, coinvolgendo anche le software houses che sviluppano programmi notarili, generare direttamente, ad esempio, Unico dai programmi di studio, semplificando di molto l’intero processo di produzione degli adempimenti. La maligna proliferazione della normativa che interessa la nostra attività e che ha visto crescere in modo esponenziale il numero di adempimenti a nostro carico, purtroppo sempre più di natura telematica e informatica che non giuridica, richiede l'avvio di una nuova e concreta azione di comunicazione e di formazione della categoria, che consenta di far fronte alla trasformazione del nostro lavoro quotidiano. Il sintomo più tangibile di tale esigenza è la accresciuta preoccupazione dei tanti Notai italiani, che negli ultimi mesi si sono trovati a fronteggiare le disfunzioni nell'accesso alla rete del notariato, dovendo sostituire processi lavorativi maturi, basati su documenti cartacei, sigilli e trasmissione meccanica degli atti, che da secoli hanno caratterizzato i protocolli tra Notai, pubblica amministrazione, sistema delle imprese e privati cittadini, con nuovi processi di natura telematica e informatica, di non sempre facile comprensione e che, purtroppo, sono ancora in via di sperimentazione. Considero, pertanto, le lamentele e le critiche sul funzionamento della rete e dei suoi servizi, che negli ultimi tempi viaggiano sulla lista sigillo, come un segno tangibile del fatto che i Notai italiani sono lucidamente consapevoli che è in atto una svolta epocale, irreversibile, che nei prossimi anni certamente, cambierà radicalmente il nostro modo di lavorare. Alle lamentele, giuste, sbagliate o strumentali che siano, si deve certamente rispondere, in tempi brevi, con una maggiore efficienza del sistema e con informazioni in grado di fornire a tutti un chiaro quadro della qualità e quantità dei servizi offerti, pur tenendo nel debito conto quelli che sono i reali e possibili obiettivi strategici fissati per Notartel dal suo azionista di riferimento (mi si consenta il termine vespiano), che è il CNN e non delle specifiche richieste che possono uscire da dibattiti collegiali, pur sempre interessanti e stimolanti, ma che spesso non considerano complessivamente il quadro di riferimento tecnico-economico in cui la società e il CNN si trovano ad operare.
Notartel è stata creata quando ci si è resi conto, per fortuna con sufficiente anticipo, che stava per attuarsi una notevolissima innovazione tecnologica nei sistemi burocratici della P.A., che richiedeva l'esistenza di una struttura dedicata a supporto delle esigenze informatiche dei Notai e un centro di riferimento tecnico autorevole, per portare a conoscenza delle istituzioni le esigenze dell'intera categoria. Non si sapeva nel 1997 di concrete applicazioni della firma digitale per la trasmissione degli atti. Si è partiti agli inizi di quell’anno con l'obiettivo di dare ai Notai un sistema di trasmissione delle informazioni con tecnologie sostitutive del sistema "Etere" avviato alla sperimentazione dal CNN, ma che non offriva tutte le opportunità necessarie alle nuove esigenze e, fatto più importante, non consentiva l'interattività della comunicazione (Etere era basato su di un sistema di videotel). Ci si è rivolti, allora, alle nuove tecnologie di Internet, che hanno portato alla creazione della RUN, progettata come una rete logicamente riservata alla classe notarile (Intranet del notariato) che, a seguito di una gara incentrata sull’economicità e capillarità degli accessi e che ha visto come concorrenti quasi tutti gli internet provider dell'epoca, è stata assegnata alla Telecom, inizialmente con il suo servizio "Arcipelago". Tuttavia, già in fase di progettazione, tenendo conto della continua evoluzione del mercato e delle tecnologie dei sistemi di comunicazione, sono stati definiti, sia a livello contrattuale che di architettura di rete, tutti gli elementi che avrebbero garantito una rapida migrazione verso nuove tecnologie o verso nuovi gestori della rete stessa, in modo trasparente all’utenza notarile. Ritenendo che la grossa valenza della RUN vada posta nei servizi organizzati da Notartel e non nel collegamento offerto dal provider, che non sempre è stato del livello qualitativo richiesto. I servizi che allo stato Notartel eroga ai Notai possono essere così sintetizzati:
La Rete Unitaria nasce con lo scopo di offrire alla categoria un supporto unico, affidabile, sicuro, efficiente ed economico per garantire sia l’interazione con la Pubblica Amministrazione (Ministero delle Finanze, Ministero della Giustizia, Infocamere, etc.) che la fruizione delle informazioni di varia natura di interesse per la categoria (bollettino, banca dati, etc.). L’interesse è stato posto, pertanto, sul tema dei servizi alla nostra categoria, che ha stringente necessità, per lo svolgimento delle sue funzioni, di una forte interazione con la PA. La rete non nasce, quindi, per offrire un comune collegamento di tipo Internet, peraltro già disponibile a costi contenuti sin dai tempi della delibera di istituzione della RUN. L'uso di detti servizi avviene, allo stato, prevalentemente per tramite di una rete d'accesso basata sulla rete RTG/ISDN di Telecom. Solo negli ultimi mesi sono state avviate connessioni a banda larga di tipo ADSL. La rete d'accesso connette il/i Pc del Notaio alla rete RUN, da cui è poi possibile raggiungere i servizi dei server dei provider esterni (Finanze e Infocamere), connessi a Notartel mediante apposite linee punto-punto dedicate. L'accesso alle applicazioni offerte da detti provider esterni richiede un meccanismo di autenticazione del Notaio basato su uno schema di indirizzi IP (tale soluzione è ampiamente diffusa e non dipende in alcun modo dalle scelte tecniche di Notartel) che il generico provider assegna a Notartel e che Notartel rimappa verso il client, conservando traccia della sessione di lavoro e di tutti i dati necessari al controllo della fatturazione. Tali enti, come è ben noto a tutti, offrono, peraltro, un analogo servizio d'accesso mediante un proprio sistema di accoglienza (analogo, nella soluzione architetturale, a quello offerto da Notartel). Tale soluzione obbliga, però, ciascun Notaio a contrattualizzare il servizio direttamente con ciascun Ente. Ciò significherebbe che i Notai italiani sarebbero presi in considerazione come 5000 soggetti singoli e non come un'unica massa critica di 5000 utenti. Tale soluzione priverebbe l'intera categoria della disponibilità di un unico servizio (contrattualizzato con Notartel) che include tutti i servizi verso gli altri provider e ne controlla e registra le attività di sessione e i dati di fatturazione. Sebbene l'idea iniziale della realizzazione della RUN (la Rete Unitaria del Notariato) fosse quella di connettere tutti i Notai italiani in un unico sistema di comunicazione, oggi per RUN si deve intendere non una semplice rete di interconnessione ma un sistema per accogliere i Notai e per offrire loro sia i servizi di base che quelli innovativi che l'evoluzione dell'e-government indurrà fino all'inclusione dei servizi tipici dell'attività di studio. Notartel va vista, pertanto, come una società che opera da Access Service Provider (ASP) e non da internet provider, ruolo questo, che non ha mai svolto e che non le compete, per offrire servizi a tutti i Notai italiani. In tale direzione il Consiglio Nazionale ha approvato, nello scorso mese di maggio (e, quindi, in tempi non sospetti), un piano di attività per lo sviluppo dei propri servizi informatici da me presentato dopo ampia discussione in Commissione Informatica. Tale piano, tradotto in progetto industriale di massima, è stato portato nelC.d.A. di Notartel del 5 dicembre 2002 per l'approvazione e la sua traduzione in piano esecutivo triennale. I punti salienti che interesseranno le attività del piano della Notartel per il prossimo triennio sono in breve i seguenti:
Enrico Santangelo Responsabile della Commissione Informatica del Consiglio Nazionale del Notariato. Sono riportate in corsivo e marcati in rosso le risposte ai vari quesiti posti nell'articolo NOTARTEL: CHE COSA NON FUNZIONA Come la maggior parte dei lettori saprà, Notartel S.p.A. è una società costituita il 30 luglio 1997, il cui Consiglio di Amministrazione è composto attualmente dai Notai Enrico Santangelo, Gian Mario Braido, Paolo Piccoli, Concetta Priore, Vincenzo Del Genio, Antonino Ferrara e Luciano Clerico'. I soci sono il Consiglio Nazionale del Notariato e la Cassa Nazionale del Notariato. La società nacque con un programma ambizioso, consultabile collegandosi alla banca dati di Infocamere o di Jorba e leggendo il contenuto dell’oggetto sociale. Gli studi notarili utilizzano prevalentemente due servizi offerti da Notartel S.p.A.: l’accesso alla Rete Internet e l’accesso alla Rete Unitaria del Notariato. Gli utenti collegati in modalità ISDN nei mesi di luglio e settembre di quest’anno hanno lamentato un repentino degrado della connettività alla Rete. Il router doveva effettuare più tentativi prima di accedere alla rete, e una volta connesso, il collegamento era molto lento; molti siti, tra i quali anchewww.federnotizie.org e www.federnotai.it nonostante siano ospitati su "server ridondanti" con un ottimo livello di banda minima (realmente) garantita, non erano visibili. R1: I server web non hanno tra i loro parametri qualitativi la banda minima garantita, le loro prestazioni dipendono dal software con cui sono realizzati, dal sistema operativo e dall'architettura hw e di rete che li supporta.. Essi possono essere estremamente efficienti, connessi ad Internet su connessioni verso un provider a banda larga e garantita e risultare "lenti" a causa dell'attraversamento di tratte di provider terzi, a banda limitata, nel percorso tra il client ed il web-server. Nel caso specifico lamentato, la lentezza era dovuta, semplicemente, a malfunzionamenti hardware dei due apparati di rete Ascend Max TNT, siti in casa Telecom e non controllabili da Notartel, che convogliano le connessioni telefoniche provenienti dagli studi notarili per tramite dalla rete ISDN/RTG verso i due router siti in casa Notartel (i 2+2 apparati sono interconnesi con flussi dedicati configurati in modo ridondante, a banda garantita operante a non oltre il 60% di occupazione massima nelle 24 h in regime di normale funzionamento). Alcuni hanno scritto alla mailing list, altri hanno preferito tacere in quanto coloro i quali si occupano della gestione "spicciola" dei problemi di collegamento, per esperienza ritengono inutili le richieste di assistenza e la segnalazione dei problemi rivolte a Notartel. Io sono tra questi. Il problema della connessione/connettività risale infatti a molti anni addietro. Qualche volta, agli albori della RUN, parlai con l’ing Guglielmo Iacono, più recentemente con l’ing. Pasquale Starace. In tutti i casi le risposte furono uguali: gentili e rassicuranti. Nulla però mutò. Due anni fa mi fu riferito che Notartel aveva inserito delle clausole penali nel contratto con Telecom: se la banda minima garantita non fosse stata rispettata, Notartel avrebbe potuto chiedere a Telecom il risarcimento dei danni. Le circostanze vollero che poco dopo questa notizia, le prestazioni fossero più appropriate ad un collegamento 28.800 KB che ad una ISDN: utilizzai un programma per verificarne la qualità e spedii il file di log a Notartel. Questa volta non ottenni alcuna risposta, né credo che l’art. 1382 c.c. abbia trovato applicazione. R2: Notartel ha sempre controllato e controlla i vincoli contrattuali verso i provider. Si fa presente che le misure prestazionali di banda effettiva utilizzata nell'ambito di una sessione di lavoro non possono essere fatte ricorrendo semplicemente all'uso del comando di traceroute utilizzato per monitorare nel caso in esame lo stato del percorso tra un client e un web-server. Tale comando porta in conto sia i tempi di attraversamento dei vari tratti di rete che i tempi spesi nell'attraversamento degli apparati attivi attraversati. L'autore ha spedito a Notartel un semplice file di prove fatte mediante tale comando traceroute i cui dati certamente possono dare indicazione di qualche anomalia puntuale ma non sono utilizzabili come prove di una mancanza contrattuale relativamente alla connessione gestita dal provider. Notartel, come detto al punto R1, monitora costantemente l'occupazione della banda e apre "incident" al centro tecnico di Telecom, tempestivamente, non appena si evidenzia un'anomalia. Non si sta qui a riportare il volume di "incident" aperti in questi ultimi mesi verso il provider a causa dei seri malfunzionamenti degli apparati di rete di cui al punto R1. Le giustificazioni fornite da Notartel agli utenti che negli ultimi mesi hanno invece avuto la pazienza di chiedere chiarimenti evidenziano molte lacune. Qualcuno addebitava i problemi al sistema operativo Windows. R3: Alcuni dei problemi segnalati all'help desk tra luglio ed agosto dipendevano dal fatto che alcune versioni di Windows 2000 e XP non gestiscono correttamente il DNS Client In primo luogo è vero che i sistemi Microsoft possono fare chiamate al router e alzare la linea ogni 15 minuti, ma è pur vero che normalmente i router filtrano le chiamate (quelle "di sistema" da quelle di collegamento). R4: Tale asserzione è vera se i router sono correttamente configurati. Sono state trattate più volte nel passato segnalazioni di bollette telefoniche molto alte dovute proprio alla gestione anomala della connessione da parte dei router di studio non configurati correttamente. In secondo luogo non comprendo allora perché Notartel continui a preferire prodotti Microsoft. Qualcun altro si giustificava dichiarando che molti PC degli studi notarili, infettati da worm e virus, attivavano automaticamente la connessione alla RUN per "inviare messaggi sporchi a destra e a manca cosicché un certo numero di porte d'ingresso alla RUN vengono occupate da un traffico anomalo". Dapprima ho ritenuto questa giustificazione un po’ fantasiosa, per due motivi. In primo luogo i virus spesso non mandano e-mail, ma bloccano le macchine (questo dovrebbe a rigore generare una diminuzione dell'uso di internet.... se il PC è morto). In secondo luogo, se le chiamate alla RUN si riferiscono all’invio di messaggi via posta (come accade nella maggior parte dei casi in presenza di worm), la porta interessata del server iisclus.notartel.it deve essere solo la n.25, che niente ha a che vedere con la connessione, che si realizza infatti a livello 'network' (ad es. il PPP) e quindi in uno strato software sottostante a quello in cui esiste il concetto stesso di porta (o servizio) TCP o UDP. In un secondo tempo ho trovato questa giustificazione allarmante: se infatti le chiamate alla RUN si riferiscono all’accesso ad altre porte, intese in senso tecnico, il blocco di Notartel evidenzia che il server è indifeso, come sembra risultare anche dalla relazione inviata dall’ing. Iacono al presidente di Notartel nella quale si legge che con gli attacchi virus provenienti dalla periferia "si sono notati momenti in cui risultavano attive in modo anomalo dalle 200 alle 300 connessioni sul totale delle 600 porte disponibili". Posso assicurare che se un virus riesce a bloccare le porte di accesso al server - intese in senso tecnico - è arrivato al "nocciolo" del sistema con la totale compromissione della sicurezza. R5: Quando si parla di "numero di porte di accesso" si intende il numero di "connessioni contemporanee" che gli apparati di accesso consentono (proprio le connessioni PPP riferite nel paragrafo precedente). Ovviamente gli apparati di accesso sono completamente indipendenti dai WEB server e dai DNS. Niente a che vedere quindi con le porte (o servizio) TCP o UDP. I virus attuali, una volta infettato un computer, si replicano inviando una propria copia via posta elettronica. Come destinazione vengono utilizzati gli indirizzi di posta presenti nella rubrica sia nella cartella "Posta in arrivo". Se il computer é collegato tramite rete locale ad un router ISDN, lo stesso router, sollecitato dal virus, chiama la notartel ed attiva una connessione occupando una delle porte di accesso. Il tutto automaticamente nella più totale inconsapevolezza dello studio notarile che si accorge solo di avere un computer apparentemente bloccato Infine, dopo due mesi di segnalazioni da parte dei Notai, Notartel ha comunicato che finalmente aveva fatto dei test e poteva dare delle giustificazioni fondate sui fatti e non sulle supposizioni. Secondo questo provider era stato "possibile rilevare due anomalie che interessavano entrambe gli apparati Telecom". Letta l’e-mail del massimo tecnico di Notartel, mi sono rimasti alcuni dubbi: perché non abbia fatto le verifiche in agosto, dopo le segnalazioni di luglio, perché il 16 settembre abbia inviato una lettera alla mailing list non preceduta da un’analisi oggettiva del sistema di trasmissione dati, perché continui la partnership con Telecom, perché infine si continui ad eludere il reale problema di Notartel, dotata di server DNS lentissimi che spesso superano i tempi di time-out? R6: La scelta di un provider che opera su tutto il territorio nazionale e sia in grado di raggiungere i Notai di "Carrapipi" e non solo vicino casa nostra non è una cosa semplice da fare (è stata fatta a tempo debito a seguito di un'apposita gara aperta a tutti i provider nazionali e con la massima trasparenza). La sostituzione di un provider è cosa ancora più complessa (si tenga in conto che gli apparati di rete dedicati a Notartel messi in gioco da un provider per erogare il servizio di connettività su tutto il territorio nazionale costano miliardi e non si acquisiscono in poco tempo (anche per Telecom la semplice sostituzione commissionata al fornitore di un Ascend Max TNT o di un router Cisco serie 7000 richiede tempi che vanno da un minimo di 3 settimane, costi a parte) . Non basta quindi impugnare una clausola contrattuale, staccare la spina e attaccarla ad un'altra parte. L'autore parla, inoltre di server DNS lentissimi. Come si fa a stabilire che i DNS sono lentissimi essendo delle applicazioni assolutamente non monitorabili dal client. A rendere una connessione internet lenta possono essere moltissime cose. Ma forse il sistema di "Intelligence" di cui dispone l'autore usa strumenti a noi non ancora noti. Non mi stupisce dunque che il Notaio Alessando Marzocchi, un’illuminata spina nel fianco dell’inefficienza altrui, abbia scritto alla lista sigillo per dichiararsi insoddisfatto delle risposte ricevute. La soluzione proposta da Notartel è l’aumento del numero delle connessioni telefoniche accettabili dai dispositivi. La soluzione è solo parziale in quanto dovrebbe essere rivisto anche il resto dell'infrastruttura: i DHCP server, i DNS, i router, la banda totale verso i server Notartel e soprattutto verso internet. R7: Si fa presente che l'accesso alla rete non impiega assolutamente DHCP server e che gli IP ADDRESS sono assegnati staticamente ad ogni Notaio e che l'aumento del numero delle porte di accesso ha comportato la verifica dell'intera architettura degli apparati di accesso, compreso il miglior dimensionamento dei router. Nel frattempo le altre parti della rete non hanno avuto sostanziali aggiornamenti in quanto sono dimensionate correttamente (stanno, infatti, operando con occupazione di banda parziale rispetto a quella massima e non in saturazione). Si fa presente, infatti, che i flussi che portano il traffico dai TNT ai router sono 6 CDN da 2MB ciascuno che presentano un tasso di occupazione medio pari al 50%, fermo restando il CIR fissato a 13 KB D'altro canto la nostra uscita su Internet è risolta con due collegamenti: uno di 4 MB per tutti i collegamenti in dialup occupato nei momenti di picco al 80%. Un altro di 2 MB (in ampliamento a 4 MB) per i soli utenti in ADSL occupato, sempre nei momenti di picco, al 93%. Possiamo anche aumentare il numero delle porte d’entrata della nostra casa di Venezia, ma se le stanze sono anguste e le finestre sono larghe come feritoie, se la colf ciabattona e lenta si aggira ansimando porgendo vassoi semivuoti, il numero sempre maggiore dei nostri invitati per assistere alla Regata Storica se ne andrà decisamente scontento. L’utente Notartel, rebus sic stantibus, deve perciò abbandonare ogni velleità di performance. Se cerca collegamenti veloci, dovrà necessariamente rivolgersi altrove. R8: Spesso gli utenti attribuiscono alla RUN nella sua interezza le lentezze di risposta dei server periferici siti presso i fornitori del servizio, in particolare, di quelli del Territorio. Rispondendo a una domanda posta dal Presidente di Notartel, posso affermare con cognizione di causa che esistono provider che contrattualizzano i parametri di qualità dichiarati, che, nell'eventualità di un degrado delle prestazioni attese, affrontano i problemi con modalità dedicate e trasparenti, con numeri telefonici ai quali risponde un operatore e non una segreteria telefonica. Per mia esperienza diretta posso affermare che altri provider, in presenza di problemi, entro ventiquattro ore sono in grado di dichiarare quali siano le cause reali del malfunzionamento e di trovare la soluzione. Ciò detto, credo che ognuno di voi si domandi "perché devo continuare a utilizzare Notartel?". Avendo posto questa domanda a molti Notai, ho ricevuto sempre due risposte, che si fondano su due millantate verità, recentemente messe in discussione da alcuni Notai iscritti alla mailing list sigillo. Si ritiene generalmente che solo attraverso Notartel (inteso come internet provider) si possano fare le ispezioni catastali o ipotecarie consultando SISTER. La medesima operazione può essere effettuata anche attraverso qualunque altro ISP (ad esempio Fastweb, TIN, Tiscali). Le modalità sono due. Si può sottoscrivere direttamente il contratto con Sister; le istruzioni sono consultabili alla paginahttp://assistenza.sister.finanze.it/sogei/sister/sottoscrizione.htm. Oppure, chi fosse già utente Notartel e volesse imputare le operazioni al "castelletto", può collegarsi mediante altro provider e utilizzare un banale stratagemma. Precedentemente il Notaio avrà avuto cura di collegarsi a Notartel e di annotare il proprio user name e password visibili in chiaro nella barra indirizzi di Internet Explorer quando si compiono ispezioni ipocatastali. Mi spiego: utilizzando Notartel e linkando ad esempio a visure ipotecarie da http://www.notartel.it/visureeuro/, dopo http:// compare un campo alfanumerico (simile a un codice fiscale); dopo i due punti e prima di @sister.tel.agenziaterritorio.it/nwdvisip/index.html ne compare un altro. Il primo è lo user name, il secondo la password. Chiuso il collegamento a Notartel e collegatosi alla pagina http://sister.tel.agenziaterritorio.it/index2.html utilizzando un altro provider, il Notaio dovrà inserire la user name e password precedentemente annotate. R9: La risposta politica su tali punti è insita nell'articolo del presidente di Notartel. Dal punto di vista tecnico si fa soltanto osservare che l'accesso alla RUN non è una semplice connessione ad un web server in internet ma ai servizi interni di Notartel ed esterni (contrattualizzati tecnicamente e economicamente) forniti da terze parti quali Min. Finanze/Sogei, Infocamere, ecc. Le password utilizzate per tali servizi sono definite nell'ambito delle convenzioni stipulate con detti enti e che le rilasciano sapendo che tutta l'utenza Notartel proviene da una linea dati dedicata che collega i loro centri a Notartel senza passare, per ovvi motivi di sicurezza, dal circuito internet e monitorata (con log) da Notartel per tracciare le sessioni attivate da ciascun Notaio e quindi per riscontrare i dati fatturati. L'accesso basato sul "trucco" indicato dall'autore connettendosi direttamente da internet a tali enti (possibile solo se l'organizzazione interna dell'ente, nel caso il Ministero delle Finanze, lo consente) non consente più il tracciamento delle sessioni e, quindi, il riscontro della fatturazione e fa sì che il Notaio ritorni ad essere nei confronti di tetto ente un singolo e non una categoria intera con forte potere contrattuale. Va migliorata la qualità del servizio si ma non sostituito con una soluzione di certo non adeguata agli interessi di tutta la categoria notarile. La seconda millantata verità è la sicurezza della rete intranet notarile. Quattro anni fa, d’accordo con un utente Notartel e con l’aiuto di due esperti di rete, verificai la tenuta del firewall (che soprintende la sicurezza della intranet notarile) con risultati sconcertanti. Capita spesso di leggere che dei server aziendali siano stati colpiti dall’attacco di un gruppo organizzato di hackers (chi viola le "serrature", i codici di accesso o i sistemi di protezione dei software e dei sistemi informatici, solamente per capire come essi funzionino realmente) o di crackers (chi compie la stessa attività dell’hacker, ma allo scopo di compiere furti e atti vandalici); talvolta l’attacco dura decine di ore e richiede l’impiego di più computer collegati insieme tanto da ottenere un sistema di calcolo con prestazioni elevatissime. Nel nostro caso invece erano bastate due persone, un PC (mi sembra di ricordare che fosse un modesto Cyrix 166 PR) e una decina di minuti. Non si trattò di un vero attacco (nessuno di noi voleva sfidare la legge), ma, da quello che mi assicurarono i miei complici (nella accezione atecnica del termine), il passaggio dal tentativo all’evento compiuto sarebbe stato molto facile. R10: Se l'autore vuole concretamente aiutare la Notartel a migliorare la sicurezza del sistema (accesso, rete e servizi applicativi) deve proporre test di penetrabilità concreti e riproducibili e non limitarsi a riportare storielle tratte dalle prime pagine dei manuali sulla sicurezza del server di casa. Va chiarito a tutti che la sicurezza assoluta non esiste. Ogni regime di sicurezza ha un costo per la protezione e uno per l'intrusione. Chi gestisce fa una scelta ragionata sul livello di protezione delle informazioni e sul relativo costo accettandone i rischi. Fino ad oggi i Notai hanno usato le e-mail, la lista sigillo e fatto visure e non hanno mai trasmesso un atto telematico. Pensare di utilizzare le tecnologie di sicurezza estremamente sofisticate forse non aveva senso. Ipotizzare che il provider faccia "sniffing" sarebbe la stessa cosa di dire che Telecom fa sniffing delle telefonate fatte dai Notai. Nel nuovo esercizio della trasmissione degli atti telematici la sicurezza è di tipo applicativo e basata sulle tecnologie della firma digitale e della crittografia simmetrica per l'autenticazione, la confidenzialità e il non ripudio. Con riferimento alla sicurezza di rete si chiarisce che i Firewall in esercizio sono apparati della Check Point, regolarmente aggiornati nelle release e nei patch così come suggerito dal CERT/CSIRT. Dai log controllati e dalle segnalazioni di warning, a nostra memoria non si è riscontrata alcuna anomalia definibile anche solo lontanamente come "attacco". Ci farebbe piacere sapere cosa sia stato concretamente effettuato durante la simulazione di attacco descritta e disporre di dati quantitativi. Ad ogni modo la struttura della rete da quattro anni ad ora é profondamente cambiata nella topologia e nelle tecniche di sicurezza: virtualizzazioni delle LAN di accesso, separazione fisica e logica delle connessioni esterne verso i server contenenti dati sensibili, clusterizzazione dei firewall, etc. La causa di questa situazione era da ricollegarsi proprio alla configurazione di Notartel, come acutamente notò ancora quattro anni fa il Notaio Angelo Gallizia (della cui lucida lungimiranza e amicizia mi sento profondamente orfano): A) Rete di accesso<--1--> B) Notartel <--2--> C) Firewall <--internet--> Telecom. R11: Lo schema è corrisponde a quello in essere in quanto anche tra la rete di accesso e la Notartel, intesa come parte di rete che ospita le informazioni sensibili, c'è un firewall. Tutto il resto dell'analisi fatta è sostanzialmente scorretto in quanto fa riferimento alla vecchia rete Arcipelago installata nella prima attivazione della RUN e abbandonata tre anni fa. Allo stato le linee sono completamente private ed utilizzate solo da Notartel. Attualmente esiste un solo punto di accesso dedicato esclusivamente a Notartel che si trova a Roma in casa Telecom. Questo unico punto é in qualche maniera "mascherato" da un numero speciale 848XXXXX che consente di effettuare una chiamata a Roma al prezzo di una telefonata urbana da qualunque parte d'Italia Per accedere a Notartel (B) i Notai telefonano o si collegano via ADSL a una RETE DI ACCESSO (A) che e' un' infrastruttura presente in tutta Italia costituita da linee di trasmissione e modem. La rete di accesso provvede ad assegnare un indirizzo "privato" staticamente ad ogni singolo Notaio, indirizzo che poi viene usato per accedere ai servizi di Notartel, facendo anche riconoscere il Notaio per eventuali addebiti. La rete di accesso è di proprietà di Telecom Italia. Quando un Notaio vuole navigare in Internet, un firewall, che separa il web di Notartel (B) da Internet (C), provvede a fare IP masquerading, ovvero a "presentarsi" su Internet con un indirizzo diverso "non privato" (e visibile da tutta Internet) da quello che e' stato assegnato in origine, per poter navigare liberamente. La velocita' di navigazione dipende non tanto dalla rete di accesso, quanto dal collegamento alla rete Internet globale, nello schema indicato con (C), che e' completamente indipendente dalla rete di accesso summenzionata. I punti poco convincenti sono i seguenti. 1) la rete Telecom e' una rete di accesso che copre numerosissimi punti sul territorio nazionale, ed e' una rete su cui chiunque puo' comprare accessi e rivenderli, sfruttando esattamente la stessa infrastruttura che Notartel usa adesso. Altri provider sono gia' tecnicamente in grado di offrire accessi Interbusiness, quindi di offrire una rete di accesso con la stessa identica qualita' di quella di Telecom Italia. 2) Il collegamento indicato con (1), pur essendo la rete Telecom di buona qualita' da tutti i punti di vista, non e' completamente "privato", perche' i dati che lo attraversano transitano de facto su una rete IP "pubblica", ed inoltre l'infrastruttura (linee ed anche modem) e' condivisa da diverse utenze che non hanno nulla a che vedere con Notartel, il che espone a rischi spiegati piu' avanti. 3) A livello della rete Telecom si potrebbe fare "sniffing" ovvero intercettare le informazioni in transito tra i Notai e Notartel e tra i Notai ed Internet. R12: Non é vero perchè la rete é dedicata per la Notartel. A questo punto c'é da chidersi se ciò é vero nella stessa misura in cui la telecom o qualunque altro gestore di TLC può intercettare i collegamenti dai Notai verso i clienti e viceversa. 4) A livello della rete Telecom si potrebbe fare "IP spoofing" ovvero si puo' assumere l' identita' di un utente, prendendosene a livello di rete l'indirizzo. (e l’autenticazione di Notartel controlla solo quest'ultimo) R13: Ll’IP spoofing è sempre possible, su qualsiasi rete di trasporto ma in tutti i casi, ed in particolare in quello sopra citato utilizzabile solo a scopo di DoS, potendo influenzare il traffico in una sola direzione. Usare lo spoofing per portare a termine intere transazioni non autorizzate è allo stato impossibile in quanto l’assegnazione degli indirizzi per gli accessi RAS è rigidamente controllata e gestita dai Radius Server di Notartel e ovviamente non influenzabile lato utente. Ovviamente non è possibile perturbare i meccanismi di routing della rete Notartel per garantirsi l’instradamento del traffico a ritroso. 5) La rete di accesso non e' "trustable"-"credibile" per definizione, perche' e' amministrata da un'entita' diversa da chi amministra il sito da proteggere. Un tecnico Telecom addetto alla manutenzione potrebbe - in teoria - fare tutte le operazioni di cui sopra, senza alcun controllo da parte di Notartel. Ho letto di recente l’e-mail di un Notaio nella quale affermava "Sapere che le mie pratiche di adempimento unico transitano attraverso un provider che campa anche con la raccolta e vendita di dati più o meno sensibili, non mi farebbe certo piacere". A meno che Notartel non ritenga di cablare tutta l’Italia con una rete intranet "pura", i dati passeranno sempre attraverso reti "esterne", ad es. nelle porte di accesso a Roma in via Laurentina, gestite da Telecom. R14: L'amministrazione della rete é solo di Notartel e di nessun altra entità. La Notartel ha pieno controllo e gestione delle apparecchiature e degli accessi fino al punto di demarcazione tra la rete propriamente definita ed il carrier di TLC. Qualsiasi intrusione non autorizzata e tantomeno concordata viene puntualmente riscontrata. 6) A livello di Notartel una compromissione nel firewall porterebbe istantaneamente alla compromissione del WEB con i servizi, per via dei problemi di spoofing/sniffing di cui sopra. R15: La compromissione di qualunque firewall di un qualunque provider su un qualunque sistema informatico porta alla compromissione dei servizi.I servizi WEB sono comunque gestiti su reti separate il cui accesso e garantito proprio dai Firewall. 7) E' presumibile poi che ci siano altri rischi dovuti ad altri tipi di collegamenti logici/fisici (per esempio il collegamento con www.notariato.it in housing da Telecom non sembra seguire il normale processo di masquerading), senza contare eventuali collegamenti alla P.A. R16: Sono circa tre anni che www.notariato.it é gestito direttamente da Notartel. La Notartel non si avvale di nessun servizio di housing. 8) Gli attacchi di sicurezza realmente pericolosi non sono quelli degli "script kiddies" (dei "ragazzini"), che un buon sistema di sicurezza tenuto aggiornato puo' bloccare anche su Internet, ma di chi e' seriamente intenzionato a fare danni o ad accedere alle risorse del Notariato. Queste persone di certo non si fermano di fronte al "non si attacca cio' che non si conosce." che e' una politica accettabile solo quando si vuole bloccare la massa. Chi e' seriamente intenzionato si documenta per sapere. Quanto detto credo che valga anche per la situazione odierna: non mi risulta infatti che la configurazione sia mutata, se non per l’utilizzo anche di Wind, per la quale valgono tutte le obiezioni suddette. Tutti questi problemi di sicurezza si possono risolvere aggiungendo passwords per l'accesso alle pagine web (in alcuni casi è stato già fatto) e la crittazione SSL3 (a cui sono gia' predisposti Netscape ed Internet Explorer) su tutte le connessioni al web. Verrebbero resi impossibili sia lo sniffing (verrebbero intercettate informazioni crittate end-to-end tra il web e casa dell' utente), sia lo spoofing (oltre al controllo dell'indirizzo IP ci sarebbe quello della password del sito web, che transiterebbe solo sul canale crittato). Questo, secondo la filosofia che il sistema e' tanto forte quanto lo è l'anello piu' debole della catena. In questo momento la "nostra" catena e' fatta sia dalla rete di accesso che dal web; quello che sarebbe da fare e' restringere la "catena" al solo web senza dare "fiducia" dal punto di vista della sicurezza ne' ad Internet ne' alla rete di accesso, non per malfidenza ma per principio. Qualunque vendor specializzato in sicurezza segue un approccio del genere, e scoraggia l' autenticazione basata solo sugli indirizzi IP, proprio perche' quest' ultima impone di "credere" a quello che la rete (oggetto esterno) "dice" alla macchina (oggetto da proteggere). In questo modo Internet e la rete di accesso diverrebbero equivalenti, e si potrebbe permettere ai Notai che usano altri providers di accedere al sito web con un grado globale di sicurezza migliore di quello ora presente. Allo stato delle cose sono convinto dunque che una persona preparata sia in grado di accedere al server di Notartel, di forzare il sistema o di prendere il posto di un Notaio registrato. R17: Prendere il posto di un Notaio é cosa semplice. Basta rubare la sua password di accesso alla Notartel. Diverso é forzare i sistemi Notartel. Nessun sistema può essere definito assolutamente sicuro. Come detto in precedenza i sistemi sono protetti nell'accesso da un firewall interno configurato per bloccare i tentativi di intrusione. La mia convinzione deriva anche dalla scelta di Notartel di utilizzare un server Microsoft 2000, che è stato spesso oggetto delle critiche delle riviste di settore. I problemi più noti sono le falle presenti nell'IIS, (Internet Information Server), estremamente vulnerabile, tanto che i più recenti virus, della classe dei "worm" come Code Red o Nimda, non hanno fatto fatica ad infettare migliaia di computer. Va dato atto che Microsoft è alla continua ricerca di patch per tamponare i bachi del sistema; il mio timore però è che arrivi sempre seconda. Per chi volesse approfondire l’argomento, rinvio all’elenco di falle, ahimè continuamente aggiornato, edito dal sindacato CGIL e consultabile alla paginahttp://www.cgil.it/cesi/BollettinoSicurezza.htm. Merita particolare attenzione quella appartenente alla tipologia denominata "cross-domain scripting", scoperta dal ricercatore di sicurezza danese Thor Larholm nell’estate di quest’anno. La vulnerabilità, descritta in un advisory pubblicato da PivX Solutions, può essere sfruttata attraverso script inclusi in oggetti HTML che rendono possibile, per un aggressore, elevare i propri privilegi, leggere file e cookie o eseguire programmi che si trovino nel computer dell'utente. Il baco riguarda tutti i sistemi Microsoft (per cui non solo la stragrande maggioranza dei sistemi operativi dei PC negli studi notarili, ma anche presumibilmente il server di Notartel che utilizza, come detto, Windows 2000). L’esistenza del baco sul proprio sistema può essere verificata collegandosi ahttp://www.pivx.com/larholm/adv/TL003/readfile.html. R18: I virus di classe Worm, come il nimda e il red code, infettano server web IIS utilizzando degli errori di programmazione della Microsoft. Come detto i server della Notartel sono protetti da firewall. Questi sono programmati a riconoscere l'attacco dei virus, bloccando la comunicazione prima di raggiungere il server bersaglio. E' utile ricordare che tutti i server IIS gestiti dalla Notartel, sia interni che esterni, sono costantemente aggiornati. I server Notartel, trovandosi in una area privata e non essendo raggiungibili da internet, non sono stati mai colpiti da infezione da parte di questi virus. La vulnerabilità "cross-domain scripting" non ha alcun senso nel contesto in cui viene proposta. Tale vulnerabilità si basa sul concetto di accesso a siti WWW assolutamente "untrusted" per l’utente, per cui non si vede come possa essere associata ai servizi WWW offerti da Notartel che per definizione devono garantire ed in effetti garantiscono il massimo livello di "trust" per l’utenza fruitrice. Alla configurazione di Notartel si aggiunge un altro motivo di preoccupazione. Ogni tanto la sorveglianza al server vacilla: un esempio è dato dall'insuccesso dell'antivirus centrale del mail server, polverizzato e annichilito quest’estate da un virus che girava in rete già da due settimane e dunque conosciuto. Chiunque nello stesso periodo abbia utilizzato altri provider ed altri mail server, anche gratuiti, che collegano alla rete decine di migliaia di utenti, potenziali "untori", avrà notato che non si è verificato analogo blocco: segno che il presidio di questi altri server è particolarmente curato. R19: Il sistema antivirus della posta elettronica é configurato per verificare, ogni ora, la presenza di eventuali aggiornamenti antivirus. Ogni sistema antivirus é vulnerabile ad un nuovo virus finché non è reso disponibile un "antibiotico informatico" che lo individui e lo debelli. In questo intervallo di tempo un virus può superare le barriere di protezione ed infettare le caselle di posta cui é indirizzato il virus. Così é stato a luglio. La sfortuna ha voluto che: l'indirizzo di destinazione fosse sigillo; il tutto fosse spedito da un Notaio autorizzato alla lista;che la lista di distribuzione fosse composta da migliaia di utenti. Come conseguenza, nel giro di 30 secondi dall'invio, tutti i Notai iscritti alla lista sigillo si sono trovati in posta elettronica un virus. Saprà Notartel giungere ai livelli di efficienza richiesti dai tempi e dalle incombenze notarili? Penso in particolare all’obiezione sollevata dal Notaio Alessandro Marzocchi in merito all’adempimento unico. In caso di ritardo per problemi causati dal provider cosa accadrà? Il provider sarà in grado di dare risposte responsabili a chi domanderà giustificazioni? Il provider che si appoggia a reti pubbliche cercherà di scaricare altrove le proprie responsabilità (per lo meno nella scelta del partner)? Per ora consiglio agli studi notarili di montare nei propri server e workstation un software in grado di registrare tutte le attività della Lan e dei singoli computer. Terminate le perplessità su Notartel, debbo aggiungere qualche altra critica. Mi ha infastidito l’ingenuità (spero che si sia trattato di questo e non di ignoranza o di disinteresse) di aver tenuto attivo un link per il download di un antivirus obsoleto. Leggevo alla paginahttp://www.notartel.it/prodotti_rel1/default.htm "Per gli utenti della RUN, la Notartel S.p.A. ha individuato un sottoinsieme di prodotti che possono essere utilizzati presso gli studi al fine di proteggere i singoli personal computer dall'attacco dei virus … PC-Cillin98 consente l'aggiornamento delle mappe virali gestendo in maniera automatica la connessione al sito contenente gli aggiornamenti." Il Notaio, rassicurato dalla autorevole fonte, qualora avesse seguito la procedura indicata suhttp://www.notartel.it/prodotti_rel1/Trend/Download/default_download.asp, non sarebbe stato assolutamente garantito. Il software scaricabile da Notartel infatti da molti mesi non consentiva più l’aggiornamento on line delle mappe virali, indispensabile per tutelarsi dalle infezioni. Alcuni degli studi che avevano utilizzato quel software sono stati aggrediti da Nimda. Nimda (Admin al contrario) è devastante, perché può infettare un sistema in ben quattro modi diversi: - Attraverso una Html e-mail con un header MIME opportunamente forgiato - Tramite networkshare, le cartelle condivise non protette da password - Direttamente sfruttando i buchi di IIS (Internet Information Server, il Web server di Microsoft) nelle versioni 4.0 e 5.0, come già detto. - Semplicemente visitando un sito che risiede su un server infetto. Nimda crea una condivisione pubblica per ogni disco del sistema infetto, rendendo di fatto l'intero contenuto degli hard-disk leggibile da chiunque e da ogni luogo. A questo punto esegue una scansione della rete locale per individuare cartelle condivise su altri computer alle quali il Pc infetto possa avere accesso: dopo averlo ottenuto, il virus è in grado di infettare il bersaglio senza problemi. Chiunque tenga alla riservatezza dei dati contenuti nel proprio disco fisso si renderà conto della necessità di procurarsi contromisure efficaci, necessità più volte sottolineata anche da Notartel. Solo ai primi di settembre 2002 il link fu tolto. Debbo riconoscere che alla paginahttp://www.notartel.it/vendite/tabella_Sconti.html (esistente anche prima del settembre 2002) si legge che dal 1998 Notartel S.p.A. ha stipulato una convenzione, con uno dei maggiori rivenditori di prodotti software presenti sul territorio nazionale, in base alla quale i Notai (ma anche tutti gli organi di Categoria) possono acquistare prodotti di varie marche a prezzi inferiori rispetto ai listini di mercato, e dunque devo dare atto che la mia critica deve essere adeguatamente stemperata; è anche vero però che non sempre i destinatari di questi sconti sanno distinguere i prodotti lì reclamizzati (non esistendo nessuna spiegazione delle funzioni svolte dai software, vorrei sapere quanti Notai conoscono Microsoft MOLP o L&H Agg./Speaking Mobile/Clear USB/Connectix, Microsoft Press Kit, oppure, per stare in argomento McAfee Pacchetti, Symantec Value License) . Notartel dovrebbe cercare di dare un servizio migliore magari aggiungendo due righe esplicative testando, in conformità a quanto previsto dall’ottavo punto dell’oggetto sociale, i programmi migliori. Trovo infine molto fastidiosa la consuetudine del webmaster di non tenere aggiornato il sito (ad es. per quanto riguarda i numeri telefonici o gli indirizzi delle Conservatorie). Il data base dihttp://cesare.notartel.it/Annuario_2001/Conservatorie/Cerca.asp non regge il confronto con un qualunque servizio in linea degli elenchi telefonici (eshttp://elenco.iol.it/). Se non si è in grado di aggiornare i dati, ritengo che sia più elegante e utile toglierli del tutto. Concluse le critiche, giungo alla proposta (molto più difficile delle prime). E’ mia opinione che Notartel debba abbandonare la funzione di provider, consentendo così ai Notai di accedervi scegliendo il gestore migliore e a Notartel stessa di risparmiare le energie spese in questo campo; abbandonata questa funzione, dovrebbe evolversi in un portale. Il termine "portale", per quanto relativamente recente, è uno dei più utilizzati (e spesso abusati) tanto dai profani quanto dai professionisti di Internet. Ritengo di poter identificare il portale con un servizio che opera da mediatore di informazioni (infomediario) a favore degli utenti della Rete, permettendo a questi di raggiungere tramite un particolare punto di ingresso nella Rete una grande quantità delle risorse esistenti. Un portale è sostanzialmente un aggregatore di notizie che offre un servizio di navigazione sul WWW facilitando il lavoro di ricerca: nati come evoluzione dei motori di ricerca, i portali hanno associato agli strumenti tipici di questi (search engines e categorizzazione delle informazioni) altri servizi, informativi e non, allo scopo di proporsi come accesso preferenziale e guida per la navigazione via Internet. Queste caratteristiche richiedono un notevole sforzo iniziale nella ricerca delle fonti (che non possono limitarsi al linkhttp://www.notartel.it/BD_Online/Giuffre/default.asp, che apre laconicamente la home page di Diritto e Giustizia), nella semplificazione dei metodi di query (penso che http://tarquinio.notartel.it/webfind/portale sia migliorabile) e nella chiarezza dei risultati. Notartel, in quanto portale dedicato all’attività notarile, dovrebbe anche avere altre funzioni: - raccogliere ed integrare funzionalmente la conoscenza e l'esperienza (volatili per natura) dei Notai; ad esempio con un’opportuna suddivisione in aree tematiche, le istruzioni e le circolari dei Consigli Notarili potrebbero integrarsi con le perplessità e le soluzioni dei destinatari delle stesse, le novità in materia fiscale o urbanistica – tanto per citarne alcune - verrebbero immediatamente evidenziate (da Notartel) e commentate (dai Notai). - testare le soluzioni software per firewall o antivirus da installare nei server degli studi notarili, offrendo ai professionisti – spesso preda delle sirene di Ulisse - consulenza on line in materia di sicurezza e di tecnologia. Naturalmente questo obiettivo richiederebbe qualche implementazione nell’organigramma di Notartel e la sua totale impermeabilità alle mirabolanti tecniche di marketing del gruppo che ha sede a Redmond. R20: La Notartel utilizza strumenti software diversi e scelti in base al servizio che devono erogare. I firewall, i server dns, il sistema di posta elettronica, l'archivio della lista sigillo e l'accesso alla posta elettronica via web, i sistemi di monitoraggio e di controllo oltre a tutti i sistemi di accesso NON sono basati su piattaforma Microsoft. In buona sostanza il portale Notartel dovrebbe essere un aggregatore e un dispensatore di notizie. Un’altra funzione potrebbe essere anche l’offerta di sottoscrivere on line contratti con prezzi "all’ingrosso" di fornitura di servizi o di beni (dalla telefonia alle riviste di settore): Notartel avrebbe degli utili derivanti dalle provvigioni per la mediazione e i Notai potrebbero delegare una parte delle incombenze relative all’amministrazione dello studio, senza dover inseguire le fatture di decine di fornitori. Basterebbe mantenere attive le attuali convenzioni con Sister, Ispotel, ACI, aggiungendone qualche altra. Trattata la sostanza, per desiderio di completezza passo alla forma. Anche la struttura di navigazione è un aspetto importante nella creazione di un portale. Secondo un recente studio dell’università di Bologna, che condivido nei risultati, un portale deve al tempo stesso incoraggiare l'esplorazione (attività di lunga durata e senza meta precisa, basata sulla curiosità, ma di facile interruzione nel caso l'attenzione sia stata distratta e la curiosità non sia stata alimentata) e laricerca (attività di breve durata e fortemente mirata, basata sul bisogno, difficilmente distraibile ma fonte di grande insoddisfazione se inconcludente). La struttura del portale, dunque, deve fornire stimoli continui al curioso e al contempo una guida chiara ed evidente a chi sta cercando informazioni specifiche. Non si deve pensare inoltre che il motore di ricerca possa soddisfare in ogni caso questo secondo tipo di utenti, poiché spesso l'informazione cercata non è facilmente esprimibile con una query, ma richiede un percorso per approssimazioni successive fino all'identificazione della fonte di informazione migliore. Un portale deve allora organizzare la struttura interna delle informazioni secondo criteri facilmente comprensibili. Tipicamente, l'organizzazione della navigazione del sito rifletterà in maniera più o meno stretta la divisione in sotto-argomenti dell'argomento principale del sito, fornendo sezioni diverse ma collegate per ciascun sotto-argomento. Avremo allora una struttura simile alla seguente. La home page generale rappresenta il punto principale di accesso al sito e raccoglie informazioni e titoli provenienti da tutte le sezioni del sito. La home page può essere paragonata alla prima pagina di un quotidiano: una selezione delle notizie più importanti, e, di ciascuna, l'inizio di un articolo o un breve testo che rimandi all'articolo completo nelle pagine interne. Alla home page possono essere associate ulteriori pagine di navigazione, collezione o riorganizzazione delle informazioni ancora sostanzialmente indipendenti dalle varie sezioni. Quindi compaiono copie in minore della struttura già vista, una per ogni sezione. Di nuovo una home page, e di nuovo, a seconda della complessità della sezione, zero o più pagine di navigazione. Queste pagine danno accesso alle pagine contenenti le informazioni vere e proprie, che possono anche essere condivise tra più sezioni diverse. Insieme a questa struttura gerarchica esiste poi una contro-organizzazione di collegamenti ipertestuali, un insieme di link che connette home page, home page di sezioni, pagine di navigazione, documenti della base documentaria ed ogni altro tipo di informazione si ritenga utile presentare, inclusi siti e pagine al di fuori del portale. Augurando lunga vita a Notartel S.p.A., ringrazio il direttore di FederNotizie per aver dato spazio alle mie idee e i lettori, che con pazienza mi hanno seguito fin qui.
Finestra sul cortile IL SIGILLO NELL’OCCHIO Vi è mai capitato di ascoltare una trasmissione radiofonica che va in onda dal lunedì al venerdì su Raidue, più o meno alle otto, dal titolo "Fabio e Fiamma e la trave nell'occhio"? Dovrebbe essere una sorta di posta del cuore nella quale però i due conduttori, Fabio Visca e Fiamma Satta (due eccellenti autori, garbati, ironici, colti), non fanno altro che narrare le loro vicissitudini personali, ovviamente inventate di sana pianta. Per colorare tali traversie essi hanno creato dei personaggi che alla maniera di quelli che vivono a Paperopoli, prendono il nome dalla loro professione e dalle principali caratteristiche di tale professione. Ad esempio: il direttore del carcere si chiama dott. Gettalachiave; l'analista dott. Rododentro, l'esuberante moglie del macellaio (per un po' amante di Fabio) Rosy La Sugna, il nobile romano impalmato da Fiamma (e subito deceduto) Sveniero Sprezzoni, gli avvocati di loro fiducia "Tarallucci e Vino". Qualche giorno fa in questo mondo fantasioso e divertente è entrato in scena il notaio. Volete sapere come lo hanno battezzato? Beh ... ho paura che non vi farà tanto piacere, visto che il suo nome è "dott. Comm le babb"; di origine turca, - pare - figlio, nipote e pronipote di notai. Non contenti del nome, che esalta, evidentemente, le caratteristiche della categoria, hanno dipinto il solito ritratto del notaio con i mobili in stile classico, la scrivania con i piedi a forma di zampe di leone, i quadri d'autore alle pareti, le carte, la polvere, il grigiore, il danaro.... Beh, no, mi sono detta: da loro no. Dai miei due beniamini una descrizione tanto banale non l'accetto. Così un po' per scherzo, un po' sul serio, ho inviato un'e-mail per dire "guardate che non siamo tutti così. Nella mia famiglia, ad esempio, ci sono stati solo uomini di mare e commercianti, nessun notaio. Alle pareti non ho Picasso, ma il poster di Stellone (centravanti del Napoli... oddio, centravanti ... ha il numero 9 sulla maglia, ma quanto a segnare... ), non mi sento grigia e non sono affatto ricca." Ho dato l'invio e non ci ho pensato più. E invece... invece la mattina del 26 settembre, mentre alzavo la tazzina per gustare il caffè, sento Fabio dire "oggi rispondiamo alla signora o signorina Lavinia, la quale ..." GULP, sono io, ho pensato, questi parlano di me. Infatti: hanno letto quasi tutto il mio messaggio e con tono, non scherzoso com'è loro costume, ma piuttosto grave, hanno chiesto scusa alla categoria. Scusa? non ci posso credere. Come, sono mesi che chiediamo una specie di assoluzione a quel signore che scrive i fondi per il nostro quotidiano più autorevole (signore di cui dimentico sempre il nome, accidenti) e lui niente; ad ogni invito al dialogo, rivolto peraltro da alcuni dei nostri colleghi più capaci e gentili, l'uomo del Corriere risponde sempre "no"! E quell'altro, quello che ha fatto mille copie della sua lettera di protesta e l'ha mandata a tutti i quotidiani... Che poi, dico, ci vuole anche un po' di stile nel fare il cliente offeso, non trovate? Questo qui rifila a tutti la storia dei geometri sfruttati, della loggia borbonica e della zia, nonna, cugina notaio. E che caspita, non poteva sforzarsi un po' e trovare qualche altra motivazione? non mi sembra corretto riciclare lo stesso grido di dolore a tutti, sa poco di dolore e molto di artefatto. Insomma, stavo dicendo, tutti ci danno addosso senza pensarci due volte e questi qui, Fabio e Fiamma, al primo accenno di protesta si scusano? Confesso che un po' mi hanno deluso. Proprio loro che sono sempre così divertenti, ironici, sferzanti su tutto, ma proprio tutto, iniziano la puntata facendo dire a Fabio, la voce di velluto (come ama essere chiamato) che intendevano definire così soltanto il "loro" notaio, non l'intera categoria, per cui chiedono venia. Ma come Fabio, scherzi con tutti e ti metti a fare il serio con chi? con un notaio! Ma va. Lavinia Vacca notaio in Mesagne
Santi e fanti L’INGENUO RAGIONIERE E L’ASTUTO NOTAIO Stupore, timore, incredulità. Furono questi i sentimenti provati dai lettori di CNN Notizie quando lessero l’autorevole invito, contenuto in un fondo tradizionalmente e rigorosamente non firmato, rivolto a Consigli Notarili, Organizzazioni del Notariato, Circoli Notarili di Briscola, ad informare "preventivamente" la Segreteria del CNN circa l’intenzione di convocare riunioni di studio, convegni ecc. dedicati alla riforma del diritto delle società di capitali per evitare non tanto l’"accavallarsi delle iniziative" quanto "interpretazioni ed indicazioni difformi". I dietrologi videro, nel comunicato, un tentativo di prevenire le iniziative sorte dopo l’entrata in vigore dell’abolizione della omologa, altri vi scorsero un tentativo di introduzione di una censura preventiva sullo studio del diritto societario, i più liquidarono l’invito con un irriverente "solite stupidaggini". L’invito invece anticipò l’atmosfera che poco dopo si creò. Una frenesia di studio della Riforma agitò l’Italia: giornali economici dedicarono rubriche fisse all’analisi della Riforma, Ordini Professionali e Università’ si mobilitarono, singoli professionisti più o meno famosi organizzarono Riunioni nei propri studi, Convegni vennero convocati da tutti in ogni luogo. Le iniziative, diversissime tra loro, avevano due cose in comune: l’oggetto dello studio e la smania di mettersi in mostra anticipando gli altri. Gli "arguti Fiorentini" e i "maledetti Milanesi" anticiparono tutti: i primi con un Convegno dal titolo evocativo, i secondi, esagerati e megalomani come sempre, con 50 ore di riunioni di studio organizzate in sale dalla capienza di oltre 500 posti aperte urbi et orbi. L’inedita alleanza territoriale creò sospetti nel mondo che conta. I maledetti milanesi, provocatoriamente, proposero di far partecipare all’iniziativa tutto il notariato attraverso video-conferenze o in altro modo idoneo, chiacchierate riviste si impegnarono a sbobinare e diffondere i testi delle Relazioni, altre teste calde volevano dare notizia dell’iniziativa all’esterno della categoria. L’idea di trasformare quelle Riunioni in un primo esempio di formazione permanente di una Categoria professionale tentò altri distretti e riscosse adesioni, l’idea poi di vendere l’"evento" all’esterno entusiasmò alcuni. Altri invece cominciarono ad interrogarsi: se si divulga e pubblicizza l’iniziativa degli uni come si può per la "par condicio" non fare altrettanto con gli altri convegni in gestazione? E se si pubblicizzano tutti i Convegni, i distretti che intendono infischiarsene non si offenderanno? E comunque cosa dirà l’Ufficio Studi del CNN e il suo Autorevole Responsabile che stanno preparando 99 monografie basate su una attenta e non compromettente parafrasi della riforma con il testo a fronte della normativa vigente? Saggiamente si decise di non farne nulla pur con qualche rincrescimento di circostanza. Ma quando un ingenuo ragioniere per conto della Fondazione Luca Pacioli si rivolse con aria umile, gli occhi bassi, una atavica deferenza stampata nella voce a "chi di dovere" per chiedere al notariato di dare lumi ad una categoria professionale "minore" il "chi di dovere", con superiore condiscendenza e magnanimità, accondiscese di buon grado non solo a prestare il proprio cavallo di razza per la divulgazione al popolo, ma volle anche invitare i propri iscritti a partecipare alle Riunioni organizzate dagli epigoni di "Luca Pacioli". Fu così che apparve sui giornali e fu divulgata urbi et orbi (anche da CNN Notizie) la buona novella della serie di "Video-conferenze" organizzate nelle sedi dei Collegi dei Ragionieri sulla riforma del diritto societario a cui il Consiglio Nazionale del Notariato invitava caldamente i notai a partecipare in massa. L’ingenuo ragioniere, sorridendo sotto i baffi, pensò che, se si fosse trattato di una partita di basket, un imparziale cronista avrebbe potuto, a ragion veduta, dire che i Ragionieri avevano infilato 4 palloni nel canestro dei notai. Mi sono messo il vestito più nuovo per intonarmi al mio primo appuntamento con la Sala Tecnologica, collegata in video-conferenza, del locale Collegio dei Ragionieri, ho abilmente schivato battute del tipo "vede dottore come siamo avanti nella tecnologia "noi", …."è venuto anche lei ad abbeverarsi alla fonte della conoscenza giuridica"? Ho invano cercato di ascoltare con attenzione; qualcosa mi rodeva dentro distraendomi: era un odio profondo e irrefrenabile! Non però nei confronti del mio candido Organo Esponenziale a cui sono sempre devotamente affezionato, non nei confronti degli amici Ragionieri e neppure verso la video-conferenza : il mio odio era indirizzato a quattro Colleghe notaie che sedevano vicine a me. E pensare che erano giovani e carine, che mi avevano salutato e baciato con sincero affetto, che non avevano i capelli tinti di quel color menopausa che ormai incontro sempre più spesso … eppure le odiavo dal profondo del mio essere. Loro avevano potuto nascondere sotto il fondo tinta il rossore per la brutta figura. Solo Loro, non il povero Fante di Fiori
Notaio contro LA TASSAZIONE DEGLI ACCORDI DI SEPARAZIONE Alla Agenzia delle Entrate Direzione Regionale di Firenze ISTANZA DI INTERPELLO EX ARTICOLO 11 DELLA LEGGE 27 LUGLIO 2000 N.212 Il sottoscritto, premesso - che in data 18 febbraio 1974 ha contratto matrimonio con la signora …., nata a ……, - che per dissidi insolubili, i coniugi hanno convenuto di separarsi ed a tal fine hanno presentato avanti al Tribunale di Grosseto un ricorso congiunto in data …….; - che tra le condizioni del predetto ricorso di separazione, veniva espressamente previsto che il sottoscritto, a titolo di liquidazione e tacitazione definitiva di ogni diritto spettante alla moglie sul patrimonio comune, avrebbe acquistato alla stessa signora …….. un appartamento di nuova costruzione; - che tale obbligazione rientra pertanto tra gli accordi di separazione e trova in questi la sua unica causa; - che, ove omologati dal competente Tribunale, il sottoscritto intende dare piena ed integrale attuazione alle obbligazioni assunte negli accordi di separazione; considerato - che a tutti gli atti, i documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di separazione personale dei coniugi torna applicabile l’esenzione prevista dall'art. 19 della legge n. 74 del 1987, in quanto il limite in esso contenuto, cioè il riferimento ai soli casi di scioglimento del matrimonio e cessazione degli effetti civili del matrimonio, ha cessato di avere efficacia in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale n.154/1999; - che l’agevolazione per i negozi aventi ad oggetto la esecuzione di accordi assunti dai coniugi in sede di separazione è stata predisposta per garantire una tutela economico–patrimoniale alla famiglia al momento in cui si scioglie definitivamente e, doverosamente, nel momento in cui si perfeziona il procedimento di separazione, a seguito del quale il rapporto di coniugio si attenua, ma non cessa del tutto; - che le sentenze della Consulta n.176/1992 e n.154/1999 hanno sancito l’esigenza di agevolare l’accesso alla tutela giurisdizionale nei due procedimenti (separazione e divorzio) attribuendo all’art. 19 della legge n. 74 del 1987 un'ampia valenza esentativa in ordine alla totalità dei tributi interessati, essendo l'intento del legislatore, al di là delle enunciazioni formali, quello di non aggravare con oneri tributari i procedimenti de quo, che già di per sé denunciano una crisi dell’istituto familiare, per cui deve dedursi che l’interpretazione razionale della norma conduce ad attribuire ad essa la più ampia portata agevolativa; - che tali argomentazioni e conclusioni sono state espressamente riprese con la circolare n.49/E prot. n.2000/43171 Ministero delle Finanze, la quale prevede testualmente che il trattamento di favore debba essere applicato a tutti gli "atti posti in essere in esecuzione degli accordi assunti in sede di separazione, purchè tali accordi risultino formalizzati nel provvedimento di separazione e ad esso connessi"; - che nella stessa circolare si è riconosciuto alla norma citata la più "ampia valenza esentativa in ordine alla totalità dei tributi interessati" considerato che, dalle citate pronunce della Consulta, è emerso chiaramente l'intento del legislatore di non aggravare con oneri tributari i procedimenti di scioglimento del matrimonio; - che nessuna norma impone che l'agevolazione trovi applicazione solo se il negozio di attuazione abbia come unici soggetti i coniugi, prevedendo esclusivamente che l'agevolazione trovi applicazione solo se gli accordi patrimoniali proposti con il ricorso al giudice vengano espressamente richiamati o specificati nel provvedimento che li omologa; - che pertanto l'agevolazione deve trovare applicazione anche nel caso in cui il Giudice abbia stabilito che il marito acquisti un immobile a favore della moglie o del figlio attraverso il contratto a favore di terzi o altro Istituto equipollente; ritiene ove omologati gli accordi di separazione, di poter considerare anche l'atto di compravendita con il quale verrà acquistato l'appartamento alla signora……, esentato da tutte le imposte ai sensi dell'articolo 19 della legge n. 74 del 1987 e, nel caso, dall'Imposta sul Valore Aggiunto, dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale e di bollo, nonché da qualsiasi altra imposta o tributo. La società venditrice potrà pertanto emettere regolare fattura senza applicazione dell'I.V.A.. Tanto premesso, considerato e ritenuto chiede ai sensi dell'articolo 11 della legge n. 212/2000, che codesta spettabile Amministrazione voglia indicare, nei modi e termini di legge, il proprio parere riguardo alla soluzione interpretativa ritenuta corretta rispetto al caso concreto sopra prospettato. Al sig. …… elettivamente domiciliato c/o Studio Notaio Riccardo Menchetti Con l’istanza di interpello di cui all’oggetto, concernente l’esatta applicazione dell’art. 19 della legge n.74/1987, è stato esposto il seguente QUESITO Il contribuente istante premette che, fra gli accordi che dovrebbero essere omologati in sede di separazione personale, è previsto anche l’acquisto in favore del coniuge di un appartamento di civile abitazione. Chiede pertanto di conoscere se, sulla base anche della sentenza della Corte Costituzionale n.154/1999 e della Circolare n.4.9/E del 16.03.2000, possa essere applicato a tale atto di acquisto il trattamento agevolativo previsto dall’art.19 della legge n.74/1 987, che nella fattispecie riguarderebbe l’IVA. Quanto sopra in considerazione dell’ampia valenza attribuita alla disposizione sopra indicata in ordine sia alla natura degli atti agevolati che alle imposte interessate, e della circostanza che nessuna norma sembra imporre che il beneficio di cui trattasi possa trovare applicazione esclusivamente ove il negozio di attuazione abbia come unici soggetti i coniugi. SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE Il contribuente istante ritiene che l’esenzione recata dall’art. 19 della legge n.74/1987 possa essere applicata, in relazione all’IVA, anche per l’atto con il quale, in esecuzione degli accordi che dovrebbero essere stipulati in sede di separazione personale, il medesimo acquisterà per il coniuge un appartamento di civile abitazione.
PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE Con riferimento all’interpello in esame, occorre in primo luogo rilevare come lo stesso debba essere considerato inammissibile in quanto, trattandosi di quesito inerente l’applicazione dell’IVA, l’istanza può essere presentata solo dal contribuente di diritto, soggetto passivo dell’imposta, e non, come nel caso di specie, da colui che materialmente sopporta l’onere del tributo. Da quanto sopra esposto discende che l’istanza in esame non è produttiva degli effetti tipici dell’interpello di cui all’art.11 della legge n.212/2000. Tuttavia, nell’ambito della più ampia attività di consulenza regolata dalla Circolare n.99/E del 18.05.2000, si osserva quanto segue. Il beneficio recato dall’art. 19 della legge n.74/1 987, originariamente previsto per gli atti, i documenti e i provvedimenti relativi allo scioglimento del matrimonio o alla cessazione degli effetti civili dello stesso e successivamente esteso, sulla base della sentenza della Corte Costituzionale n. 154/1999, agli atti e provvedimenti relativi ai procedimenti di separazione personale dei coniugi, consiste nell’esenzione da "imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa": con la Circolare n.49/E del 16.03.2002, citata anche dal contribuente istante, è stato chiarito che gli atti in argomento devono intendersi esenti, oltre che da imposta di bollo e di registro, anche dall’INVIM e dalle imposte ipotecarie e catastali, ma non dall’IVA, tributo per il quale non si rinviene l’esistenza di una analoga disposizione agevolativa. Inoltre, dal momento che, come peraltro chiarito con la medesima Circolare, la norma di cui trattasi è applicabile, oltre che agli atti giudiziari in senso stretto di scioglimento del matrimonio o di separazione personale, anche agli eventuali ulteriori atti portanti attribuzione dei beni patrimoniali, essa può riferirsi unicamente ad atti relativi a beni già facenti parte comunque del patrimonio di uno o di entrambi i coniugi: ne consegue che, trattandosi di atti fra privati, i medesimi non potranno mai essere soggetti ad IVA e che inoltre l’agevolazione in parola non è applicabile ad atti stipulati con l’intervento di terzi. Alla luce di quanto sopra, si ritiene di non condividere la soluzione proposta dal contribuente istante. La presente risoluzione viene trasmessa, ai sensi della nota n.2001/1 17151 in data 27.06.2001 della Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, anche all’Ufficio Locale di Grosseto, nella cui circoscrizione territoriale risiede il contribuente istante. IL DIRETTORE REGIONALE
I colleghi di FederNotizie mi hanno chiesto di poter pubblicare un interpello presentato per un mio cliente, con relativa risposta negativa dell’Agenzia delle Entrate di Firenze, accompagnando il tutto con alcune mie osservazioni. Mi sono prestato volentieri, specie per avere un confronto sulle mie modeste convinzioni. Il caso è abbastanza semplice e comune: due coniugi si separano e si accordano circa i reciproci diritti patrimoniali; la particolarità sta nello stabilire che, a tacitazione dei diritti patrimoniali della moglie, il marito acquisti alla stessa un appartamento di nuova costruzione. Dopo aver riletto la norma, le sentenze della Corte Costituzione, la circolare n.49/E del 16 marzo 2002 e sentito il parere di alcuni colleghi in lista, è maturata in me la convinzione che il contratto di acquisto di tale appartamento, strutturato come contratto a favore di terzo, fosse soggetto alle esenzioni previste in genere per gli atti conseguenti ad accordi di separazione e dunque non soggetto neppure all’IVA. Le argomentazioni a sostegno della mia idea potete leggerle nel corpo dell’interpello, per cui non starò qui a ripeterle e mi limiterò ad esprimere le mie critiche e perplessità sulla risposta e, specialmente, sulle motivazioni dell’Agenzia delle Entrate che provo qui a riassumere: - l’articolo 19 della legge 74/1987 prevede l’esenzione dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa, esenzione successivamente estesa, con la circolare n.49/E, anche all’INVIM, alle imposte ipotecarie e catastali, ma non all’IVA; - l’agevolazione è applicabile alle attribuzioni patrimoniali e pertanto può riferirsi unicamente ad atti relativi a beni già facenti parte del patrimonio di uno ed entrambi i coniugi: ne consegue che, trattandosi di privati, i medesimi non potranno mai essere soggetti ad IVA. Le due affermazioni mi sembrano prive di sostegno logico e giuridico. Il fatto che la circolare non menzioni espressamente l’IVA non ha alcun significato e certamente non è determinante per escludere l’applicazione dell’esenzione anche a tale imposta. Al contrario nella stessa circolare si legge che "appare evidente che le due richiamate sentenze della Consulta sanciscono l’esigenza di agevolare l’accesso alla tutela giurisdizionale dei due procedimenti (separazione e divorzio) attribuendo all’art. 19 della legge n.74 del 1987, come già detto una ampia valenza esentativi in ordine alla totalità dei tributi interessati". E’ evidente pertanto che l’elencazione dei tributi agevolabili (peraltro in risposta ad una esplicita richiesta delle Direzioni Regionali in merito all’applicabilità dell’esenzione a quei particolari tributi) deve intendersi meramente esemplificativa e non certo tassativa, con questo sconfessando apertamente la prima delle argomentazioni portate dall’amministrazione. E veniamo al secondo argomento: l’agevolazione è applicabile alle attribuzioni patrimoniali e pertanto può riferirsi unicamente ad atti relativi a beni già facenti parte del patrimonio di uno o di entrambi i coniugi. Anche in questo caso dissento totalmente. Né la norma, né le sentenze della Consulta, né la circolare ministeriale prevedono in alcun modo tale limitazione: - il citato articolo 19 parla di "tutti gli atti ed i documenti", richiedendo esclusivamente che siano connessi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili; - la Corte Costituzionale si è limitata a dichiarare l’illegittimità dell’articolo nella parte in cui non estende l’esenzione a "tutti gli atti, documenti" e provvedimenti relativi al procedimento di separazione personale tra i coniugi; - stessa cosa la circolare ministeriale, che ribadisce: "si può quindi affermare che a tutti gli atti …torna applicabile l’esenzione". Al contrario, l’applicabilità delle agevolazioni anche ad atti aventi ad oggetto beni non di proprietà dei coniugi si ricava espressamente dalla abrogazione dell’articolo 8 lettera f) della tariffa allegata all’imposta di registro che limitava il trattamento di favore proprio ai soli trasferimenti aventi ad oggetto beni già facenti parte della comunione tra i coniugi. In conclusione, non contenendo la norma in esame alcuna limitazione circa l’oggetto della costituzione di diritti reali e dei trasferimenti, né circa i soggetti a favore dei quali siano posti in essere, rientrerà nell’ambito di esenzione ogni atto avente contenuto patrimoniale stipulato tra i coniugi ovvero tra costoro (o uno di essi) ed i figli od anche terzi estranei (cfr. in tal senso lo studio 67/99/T). Unico elemento discriminante è pertanto che l’atto in questione sia relativo al procedimento di separazione tra i coniugi, che abbia cioè la propria causa (diretta o indiretta) nella separazione o nel divorzio. La ratio della norma, come espressamente ribadito dalla Consulta e dalla stessa circolare, è infatti quella di agevolare e promuovere nel più breve tempo, una soluzione idonea a garantire una tutela economico-patrimoniale alla famiglia nel momento del suo scioglimento, senza che ciò sia gravato da alcun onere tributario. Nel caso di specie, il marito, a tacitazione dei diritti patrimoniali della moglie, si era obbligato ad acquistare alla stessa, a mezzo di un contratto a favore di terzo, un appartamento di nuova costruzione. Mi pare pertanto che il requisito della "connessione" tra atto e procedimento di separazione fosse stato ampiamente soddisfatto. Ma la risposta dell’Agenzia è ancor più criticabile ove si presti attenzione alle conclusioni che, a suo avviso, deriverebbero dall’assunto (peraltro non dimostrato) della necessaria proprietà dei beni in capo ai coniugi, per confermare la non agevolabilità dell’IVA: "ne consegue che, trattandosi di privati, i medesimi(beni, ndr) non potranno mai essere soggetti ad IVA" Anche questa affermazione non è sostenibile. Si pensi al caso del marito, piccolo impresario edile, che decida di cedere alla moglie un appartamento di sua proprietà perché da lui edificato nell’ambito della sua attività di impresa: sarebbe soddisfatto il requisito della proprietà in capo ad uno dei coniugi, ma il trasferimento sarebbe soggetto ad IVA. Cosa fare? Riconoscere o no l’esenzione? O forse si arriverebbe ad affermare che il bene attribuito, non solo deve già essere di proprietà di uno dei coniugi, ma lo deve essere quale privato e non quale imprenditore? Per "fortuna", l’interpello era stato presentato a nome del marito acquirente e non della società, per cui la Direzione Regionale Toscana ha ritenuto lo stesso inammissibile e dunque la risposta non vincolante. Chi mi conosce sa quanto sia testardo, per cui ripresenterò interpello a nome della società integrando le mie prime argomentazioni con quelle nate dalla lettura del parere della Agenzia e vedremo come andrà a finire. Riccardo Menchetti notaio in Grosseto
E tuttavia nessuna acrobazia interpretativa burocratica riesce a dissuaderci dall’accogliere le opinioni del collega.
Attività sindacali VERBALE DELLA RIUNIONE DELL’ASSEMBLEA DEI DELEGATI DEL 23 NOVEMBRE 2002 Il giorno 23 novembre 2002 si è riunita a Roma, presso la sede l’assemblea dei delegati di Federnotai. Sono presenti per la giunta Andrea Sacchetti, Marina Varlese, Angelo Colangeli, Mario Gialanella, Gennaro Fiordiliso e Federico Tonelli. Il Presidente comunica i nominativi dei delegati che esprimeranno il voto per l'elezione della nuova Giunta: Abruzzo e Molise: Ricciardi; Lazio: Bellelli, Falessi, Giuliani; Lombardia: Leotta, Cambareri, Lorenzi; Toscana: Ersoch, Bernardini; Triveneto: Bidello, Finelli, Ferretto; Marche: Colangeli; Piemonte: Prevete, Liotta, Bailo; Emilia-Romagna: Tonelli, Tosi, Magnani; Liguria: Ceri; Puglia: Troise G., Troise P.; Campania: Di Iorio, Pappa Monteforte; Calabria: Lopez, Gemini; Sicilia: Minutoli, Magno, Tierno; Sardegna: Dolia, Garau. Il Presidente informa quindi sulla creazione di due "squadre" proposte dai candidati Presidenti di Giunta. Troise ritiene positivo il fatto che il candidato Presidente indichi la composizione della Giunta ma propone che i delegati al momento del voto possano sostituire singoli membri della Giunta che non siano di gradimento. Si apre una discussione sulla proposta. Interviene Sacchetti il quale ricorda che bisogna anche indicare il numero dei componenti. Secondo Leotta la soluzione verrà ascoltando i candidati. Interviene Bidello sulla rappresentatività di alcune regioni che negli ultimi anni non hanno mai partecipato alla vita di Federnotai. Sacchetti ricorda che in questi anni la Giunta ha lavorato con quelli che hanno voluto partecipare. Bidello insiste sulla mancanza di rappresentatività delle regioni che non hanno partecipato negli ultimi anni all'attività di Federnotai. Interviene Troise il quale informa di aver presentato una lista di quaranta associati. Sacchetti precisa che alcune regioni non hanno dato alcun segnale negli ultimi anni. Ricorda l'ultima corrispondenza in cui Troise parlava di associati pari a zero. L'unico associato era un associato Diners la cui quota, data l'assenza dell'associazione regionale di riferimento, fu addirittura incamerata da Federnotai. La stessa quota di Troise non risultava versata, e così pure per la Liguria nonostante alcuni membri della Giunta siano andati a contattare direttamente i vecchi responsabili dell'associazione regionale. Nonostante questo, Sacchetti ritiene che avere oggi presenti i delegati sia comunque un grosso successo. Ricorda di aver contattato, al momento della convocazione dell'assemblea, sia Grilli della Liguria sia Troise per avere una lista degli iscritti. Troise ha risposto ed ha effettuato il versamento relativamente alle quote. Grilli non ha inviato alcun elenco degli iscritti ma ha testimoniato la volontà di ricostituire l'associazione inviando i nominativi di due delegati. Sacchetti ribadisce che se questi delegati che non hanno mai partecipato alle precedenti assemblee nè tantomeno hanno contribuito all'attività di Federnotai, vengono oggi solo per votare e poi scomparire nel nulla: starà alla loro coscienza giudicare il proprio comportamento. La giunta ha al riguardo espresso parere favorevole al loro voto. Troise spiega la situazione di paralisi protrattasi in Puglia per due anni. Bidello esprime il proprio stupore per il fatto che il Triveneto si trova oggi ad avere la stessa rappresentatività di regioni assenti e che non hanno neanche partecipato nei mesi passati al dibattito sulla scelta dei candidati. Secondo Prevete va di nuovo posta sul tavolo l'esigenza di una revisione statutaria, ma oggi si vota secondo lo statuto attuale. Ferretto ribadisce che il novanta per cento delle persone presenti oggi in assemblea sono assolutamente nuove, che non si sono mai viste negli ultimi due anni. I due candidati Presidenti di Giunta vengono invitati a presentare le loro "squadre". Lorenzi presenta una squadra composta inizialmente da cinque elementi: Auriemma (Emilia-Romagna), Ferretto (Triveneto), Garau (Sardegna) e Setti (Lombardia), designato come segretario. Tuttavia ritiene opportuno che la squadra si arricchisca di un rappresentante del Lazio e di uno della Campania, ma date le posizioni fino ad oggi assunte riferisce di essersi astenuto da contatti diretti. Ad elezione avvenuta, in caso di successo, intenderebbe quindi aggiungere due candidati ad integrazione. Lorenzi fa notare che la squadra proposta rappresenta un giusto misto tra persone già note e persone nuove anche per mettere in discussione idee consolidate, ma tutti i componenti sonomotivati ad impegnarsi. Sono rappresentate le regioni che costituiscono l'ossatura di Federnotai, ma con l'obiettivo di allargare la rappresentatività. Programmi e persone sono già note. Tra le due squadre non ci sono differenze che valga la pena di sottolineare ma ci sono tuttavia iniziative che l'una Giunta prenderebbe e l'altra no. Gli sembra che Fiordiliso suggerisca una trasformazione delle linee base di Federnotai in senso cultural-mondano. Ricorda invece le battaglie portate avanti da Federnotai nel tempo ed i primi tre congressi che hanno tanto fatto discutere. Ricorda la cura e le energie profuse in FederNotizie. La nuova Giunta proposta da Fiordiliso potrebbe non avere questa memoria storica e potrebbe trasformare Federnotai in un club vetrina semiistituzionale. L'ultimo congresso non era un congresso Federnotai, poteva qualificarsi come convegno, tavola rotonda, ma non congresso. Il suo intento è quello di salvare lo spirito di Federnotai con impostazioni nuove, ma conoscendo la genesi di tante battaglie. Riguardo poi alla asserita arroganza della Lombardia, ritiene che si tratti di una eccessiva sottolineatura di caratteri e modi espressivi. D'altra parte la nuova Giunta avrebbe solo due lombardi e quindi una assoluta minoranza. Tra i suoi programmi rientra la creazione di un organismo consultivo formato dai Presidenti delle associazioni regionali a cui andranno trasmesseogni lettera ed ogni comunicazione della Giunta. Andrebbe inoltre chiarito il ruolo della Giunta rispetto al giornale, in quanto ritiene che la Giunta dovrebbe approvare i redazionali e dovrebbe avere uno spazio per l'espressione della sua linea politica. Sostiene quindi che non ci sia spazio per il prevalere dell'arroganza e che la capacità organizzativa della Lombardia possa essere apprezzata come un valore aggiunto. Ricorda di essere uno dei cinque fondatori di Federnotai ed uno dei due ad essere ancora in esercizio e di aver dedicato tutta la sua attività politica al sindacato. Vivrebbe quindi la Presidenza della nuova Giunta come un coronamento. Ma afferma di essere intimamente contrastato e se l'assemblea deciderà che la Giunta proposta da Fiordiliso sia quella giusta accetterà con rispetto la decisione. Fiordiliso presentando la propria "squadra", precisa che qualunque sia l'esito della votazione, le squadre lavoreranno bene nell'interesse di Federnotai. Volendo essere propositivo, è sua volontà astenersi dal dire che Lorenzi potrebbe rappresentare un ritorno al passato. Tuttavia si sente di criticare l'idea di club esclusivo suggerita da Lorenzi. Ricorda di essere stato il primo a parlare di una Giunta composta da nove membri in rappresentanza di tutte le regioni. Il suo sogno sarebbe stato quello di lavorare insieme a Lorenzi e ricorda di aver espresso questo desiderio a Cascina Bergamina dove purtroppo i delegati erano molto meno di quelli presenti alla riunione di oggi a cui partecipano persone che non hanno memoria storica neanche degli ultimi sei mesi dell'attività di Federnotai. Non ritiene di essere un uomo di scontro, ma certo non desidera trasformare Federnotai in un club esclusivo. Ricorda che nel settembre 2001 in Liguria non era presente alcun delegato e che i contatti con la Sicilia per ricreare l'associazione si erano chiusi con un insuccesso. Illustra quindi il programma che ha distribuito tra i delegati. E' sua intenzione responsabilizzare pienamente i singoli componenti della Giunta oltre che rivitalizzare il ruolo dell'assemblea dei delegati che dovrebbe essere coinvolta nella predisposizione delle linee politiche generali dei prossimi tre anni. Intende stabilire un interscambio diretto tra Giunta e associazioni regionali a cui potrebbe essere delegato il compito di gestire direttamente settori in cui esse sono tradizionalmente più forti e competenti. Per quanto riguarda poi i rapporti con il CNN e la Cassa, ritiene necessaria la creazione di commissioni consultive per conoscere più da vicino l'azione dei due organi istituzionali. Ritiene inoltre necessario un confronto diretto con Ares e con organismi non notarili quali le associazioni dei consumatori, l'ABI, il mondo universitario, l'associazione dei magistrati. La nuova Giunta dovrà essere capace di vedere più avanti degli organi istituzionali ed in questo la memoria storica aiuta, ma la progettualità è decisiva. Grazie all'azione della attuale Giunta di Federnotai il problema del territorio è stato compreso da un maggior numero di notai. Compito di Federnotai è quello di sollevare i problemi, di sensibilizzare ma non quello di trarre conclusioni. La sua "squadra" sarebbe composta da: Auriemma (Emilia-Romagna), Ferretto (Triveneto), Garau (Sardegna), Bellelli e Giuliani (Lazio), Pappa Monteforte (Campania), Quartuccio (Abruzzo e Molise) e Leotta (Lombardia) quale Vice-Presidente, anche per riscrivere insieme il programma di FN. Ferretto chiede chiarimenti sulle modalità della votazione. Interviene Colangeli il quale spiega che era sembrata fattiva la creazione di due "squadre" anche per garantire un rapido affiatamento tra i componenti della Giunta. Ritiene che eleggere spontaneamente questo o quel candidato vanificherebbe questo sforzo. Prevete non è d'accordo sullo stravolgimento dello statuto. L'assemblea voterà sul numero dei componenti e poi voterà il Presidente e i componenti della Giunta. Sacchetti ritiene che lo statuto lasci la libertà di votare nel modo proposto e cioè di esprimere il "voto alla squadra". Il sistema di votazione è stato lasciato dallo statuto volutamente libero. Propone quindi che l'assemblea si pronunci sul sistema di voto. Lorenzi e Fiordiliso sostengono il sistema di votazione proposto in quanto risponde di più allo spirito di quello che si è andato creando fino ad ora. L'assemblea, alla unanimità, si pronuncia a favore del "voto alla squadra". Vengono quindi presentati i singoli candidati delle due "squadre". Prevete ritiene che la Giunta di nove componenti sia più difficile da organizzare. Sacchetti ricorda che l'elezione della precedente Giunta aveva visto la presenza di nove regioni e sedici delegati e ricorda il disinteresse generalizzato. La presenza oggi di quattordici regioni e di oltre trenta delegati riempie di soddisfazione dopo aver lavorato per un lungo periodo senza cifre nè in termini di soldi, nè in termini di conoscenza degli associati. Quello che è successo oggi vuol dire aver dato lustro alla carica di Presidente pur essendo la nomina avvenuta in un momento di emergenza quando mancavano i candidati non solo alla presidenza ma anche quali componenti della Giunta. Entrambi i candidati alla presidenza avranno grandi capacità a ricoprire una carica che è onore ed onere insieme. Si vota quindi secondo quanto proposto ed approvato dall'assemblea dei delegati e con diciannove voti su trentuno viene eletto quale Presidente Lorenzi insieme alla Giunta da lui indicata ed attualmente composta da cinque membri, a cui successivamente aderiranno un rappresentante della Campania ed un rappresentante del Lazio, così come proposto da Lorenzi. Pappa Monteforte della Campania e Giuliani del Lazio, indicati da Lorenzi come ulteriori componenti, accettano la designazione ma si riservano di discuterne con le relative associazioni. Ferretto interviene e ringraziando per l'intervento odierno le associazioni regionali mai presenti negli ultimi anni, propone l'approvazione di una norma in base alla quale se i delegati non si presentano per tre riunioni, decadono automaticamente. a cura di Marina Varlese
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